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Carpi, parco del cimitero: beve fino a stare male. Ragazza minorenne finisce all’ospedale

Gabriele Canovi
Carpi, parco del cimitero: beve fino a stare male. Ragazza minorenne finisce all’ospedale

Dopo la segnalazione di un residente, sono arrivati sul posto polizia locale e un’ambulanza

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CARPI. Parco del cimitero, ore 21 circa. Un gruppo di ragazzi è seduto intorno a un tavolo. Ci sono alcune birre e altre bottiglie di alcolici di vario tipo. Tra di loro anche qualche minorenne.

Mezz’ora dopo, circa, l’intervento della polizia locale e di un’ambulanza del 118.

Nel mezzo, una segnalazione di un residente e una ragazzina, minorenne, che non si è sentita bene a causa dell’alcol. Insieme a lei un gruppo di ragazzi e ragazze, formato per la maggior parte da maggiorenni.

Qualche schiamazzo e qualche grida deve aver portato il residente a effettuare la situazione e a chiamare la polizia locale. Per fortuna, verrebbe da dire, viste le condizioni in cui riversava la giovanissima.

Una birra dopo l’altra, il tasso alcolemico che cresce e, specie per una ragazzina minorenne, la situazione che diventa sempre più critica. Tanto da rendere necessario l’intervento dei sanitari. Che, dopo averle prestato soccorso, «l’hanno caricata di peso in ambulanza – racconta un passante – sembrava quasi priva di sensi». Da lì è stata trasportata in ospedale: «Era visibilmente ubriaca – sottolinea un residente – l’intervento dei sanitari è stato necessario. Faticava anche a rispondere e addirittura a reggersi in piedi».

La polizia locale, poi, ha proceduto all’identificazione dei presenti e ovviamente, come da protocollo, ha informato i genitori della ragazza essendo lei minorenne.

Non è la prima volta che i parchi carpigiani, specialmente in orario notturno, diventano teatro di bivacchi e che la polizia locale debba intervenire. Spesso, i risultati di queste serate dal tasso alcolemico alto, che in questo caso ha visto protagonista un gruppo di giovanissimi, si vedono la mattina dopo. Pattumi e bidoni stracolmi di bottiglie di birra. Tavoli e panchine sporche di rifiuti. Oltre al parco del cimitero, spesso presente nelle segnalazioni dei cittadini, a far discutere sono anche le aree verdi di Giovanni Paolo II e di via Da Sangallo, dove la panchina «assomiglia a una discarica a cielo aperto nonostante il continuo servizio degli operatori ecologici. Almeno tre mattine a settimana la panchina è in condizioni pessime di sporcizia».

Un problema che, come spesso accade in casi di questo tipo, rappresenta solo la punta dell’iceberg. Sott’acqua, una questione ben più ampia di sfondo sociale.

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