Modena: in negozio lavorano le “squillo”
Retata della polizia in viale Verdi e chiusura di un’attività commerciale usata da prostitute Si indaga su un ufficio di consulenze fiscali che usavano prima: ora è B&B con studentato
MODENA. Nella vetrina si pubblicizzava un Caf per consulenze fiscali, immobiliari e di lavoro. Ma dentro lavoravano due prostitute. Le due “squillo” si sono poi spostate in un finto negozio. E dentro la nuova attività hanno fatto irruzione gli agenti della polizia di Stato e della polizia locale. L’indagine è aperta, si ipotizza il reato di favoreggiamento della prostituzione e forse altro mentre il giudice, su richiesta della Procura, ha fatto subito mettere i sigilli giudiziari al negozio.
Coinvolto un uomo che si sospetta essere il “protettore”. L’operazione congiunta è avvenuta venerdì mattina in viale Verdi attirando l’attenzione del vicinato. L’intervento ha concluso una lunga fase di appostamenti e di raccolta di segnalazioni di residenti nella zona che hanno portato a una ragionevole certezza: nel negozio (a poca distanza dalla farmacia), anche se sempre chiuso, si svolgevano attività di prostituzione. Infatti, come detto, dentro sono state trovate due donne. Il blitz è stato quindi anche un segnale forte e chiaro della presenza dell’interforze di polizia nella “zona musicisti”. Ma questa è solo l’attività finale, dal momento che gli accertamenti erano partiti molti mesi fa da un altro posto dove le due lavoravano al seguito di un uomo: un negozio che si presentava come un Caf.
In aprile, poco dopo l’apertura, il vicinato ha iniziato a preoccuparsi. Quel Caf aveva qualcosa di anomalo: sulla vetrina si annunciava un’attività H24 per 365 giorni all’anno e in realtà non era mai aperto, non si vedevano clienti né si vedeva cosa avveniva all’interno. Inutile bussare: l’unico contatto telefonico era indicato a grandi lettere “solo su appuntamento”. Hanno iniziato a circolare voci dato che si vedevano entrare e uscire due donne, una bionda e una mora. Le stesse che a volte si fermavano in un bar vicino. Quali attività svolgessero all’interno dell’ufficio di consulenze, non era affatto chiaro. L’ “amico” delle due donne ha montato un neon che restava acceso ogni notte, proprio accanto alla porta sempre chiusa dell’ufficio: una luce il cui significato non era chiaro. Così questo ufficio anomalo aperto da poco è stato segnalato alla polizia locale. In maggio gli agenti ci sono andati per due volte.
Questa estate, però, è accaduto qualcosa che ha spinto le due donne a trasferisti altrove. Precisamente in un negozio vuoto di viale Verdi a due passi dalla farmacia. Lì dentro, complici le vetrine oscurate, hanno ricominciato un’attività sempre a porte rigorosamente chiuse. Questa volta però le forze dell’ordine erano al corrente e le hanno tenute sotto controllo. Il blitz di venerdì ha così stroncato questa attività che usava negozi con paravento. La polizia sta indagando e ipotizza il favoreggiamento della prostituzione mentre la Procura ha ottenuto dal Tribunale il sequestro del locale. Blitz anche nel negozio del Caf usato in precedenza. È emerso che è utilizzato come B&B.
Al momento dell’irruzione all’interno si trovavano alcuni studenti universitari che hanno riferito alla polizia di aver già pagato una somma elevata. I giovani sono stati lasciati nel negozio-appartamento mentre si stanno appurando le attività legate a questo affitto. L’immobile è infatti prenotabile su un sito, ma – anche se ovviamente soggettivi e privi di valore reale - i giudizi che vi si leggono sullo stato dell’appartamento sono impietosi per igiene, pulizia e cura al suo interno. Il Caf risulta avere un altro negozio a Modena. l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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