Duomo di Modena, bilancio in sofferenza: licenziato l’organista Bononcini
L’arciprete don Gazzetti: «Necessaria una gestione economica virtuosa e sostenibile»
Modena Offerte in calo, due feste patronali di San Geminiano vissute in misura ridotta a causa del Covid – in particolare nel 2021 – e, ora, il caro bollette.
Congiunture che hanno mandato in sofferenza il bilancio del Duomo, la domus clari Geminiani, e che rendono inevitabile una revisione dei costi di gestione, insostenibili rispetto al momento storico che anche la Chiesa sta attraversando. Di fronte ad un passivo di 330mila euro, il Capitolo metropolitano – collegio dei canonici che assolvono le funzioni liturgiche solenni della Cattedrale, da cui dipendono la Basilica metropolitana, la Cappella musicale, i Musei del Duomo e l’Archivio capitolare – è stato dunque chiamato ad una profonda riflessione. E ad una spending review in linea con le indicazioni pastorali di papa Francesco e dell’arcivescovo Erio Castellucci. Incarico affidato al vicario generale dell’Arcidiocesi, don Giuliano Gazzetti, nominato arciprete maggiore del Capitolo metropolitano lo scorso settembre. «Garantire una gestione sostenibile e virtuosa del Duomo» è l’obiettivo da perseguire. Ne è scaturito un provvedimento che, nelle ultime ore, ha scatenato una lunga serie di reazioni, in particolare sui social network: il licenziamento di Daniele Bononcini, organista titolare del Duomo e maestro della Cappella musicale, per costi ritenuti troppo alti e non più sostenibili. Bononcini, nel suo congedo, ha ricordato come in 26 anni si sia «speso con passione e amore per portare la Cappella musicale del Duomo, l’istituzione musicale più antica della città operante sin dal 1453, a importanti livelli di prestigio, secondo modelli internazionali che ho conosciuto e studiato negli anni per trarre ispirazione», aggiungendo di aver «prestato servizio in oltre 9mila liturgie, promosso quasi 600 concerti, dato vita alla scuola interna e raccolto in cattedrale le scholæ cantorum della Diocesi» e ricordando «le 101mila persone che nel 2021 hanno seguito i concerti».
Alle parole del maestro si sono aggiunte quelle dei coristi della Cappella musicale, per comunicare che «nella passata settimana il Capitolo metropolitano ha provveduto a revocare, dopo appena nove anni, la convenzione trentennale che garantiva una sede ai cori della Cappella musicale e, quattro giorni dopo, a licenziare con effetto immediato il maestro Daniele Bononcini, adducendo a giustificazione motivi di carattere economico. Siamo sgomenti, mortificati e profondamente delusi dinanzi a queste decisioni e alle dinamiche con cui sono state comunicate, ma pienamente uniti fra noi (30 coristi della Schola Gregoriana, 53 coristi della Schola Polifonica, 30 Pueri e Juvenes Cantores) e con il maestro. Desideriamo esprimere la nostra piena solidarietà al maestro e insieme a lui ci riteniamo impegnati già da ora a dare continuità all’ultra ventennale percorso spirituale e musicale da lui iniziato e portato avanti, eventualmente declinando il progetto in un differente contesto».
In tal senso, tramite una convenzione tra l’Arcidiocesi e il Comune, la Cappella musicale ha in cogestione la chiesa del Voto, in cui ha proposto concerti e prove aperte. In Duomo, invece, l’intenzione sarebbe quella di una turnazione di vari organisti, con animatori per guidare i canti e coinvolgere l’assemblea. Non c’è al momento ancora una soluzione, invece, per la messa in latino e canto gregoriano, il cui servizio musicale era curato dalla Cappella musicale.
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