Montese, uccise la moglie: assolto. «E’ incapace di intendere e volere»
Montese Uccise la moglie, ma non è perseguibile per il delitto, in quanto affetto da vizio totale di mente. Questa la sentenza della Corte d’assise, presieduta dal giudice Liccardo Pasquale, a carico di Grazio Lancellotti, il 72enne accusato di aver ucciso con quattro coltellate la moglie 67enne Anna Bernardi nella loro casa di Salto di Montese, il 18 novembre 2021.
L’uomo che da febbraio è in cura in un centro di salute mentale, dopo che gli esiti della perizia psichiatrica chiesta dal pm Bombana hanno attestato la sua totale incapacità di intendere e volere; ora dovrà rimanere per almeno tre anni in una struttura protetta, dove sarà seguito dal centro di salute mentale, in libertà vigilata.
«È una persona che ha bisogno di un monitoraggio continuo per le sue delicatissime condizioni di salute» aveva sottolineato il legale in occasione della prima udienza.
L’omicidio da subito è sembrato maturato in un contesto di grande prostrazione mentale: l’uomo, reo confesso, da anni assisteva la moglie in tutto dopo che era stata colpita da un malessere (probabile depressione) che non la portava più a uscire.
Poi anche lui è stato colpito da un disturbo mentale. Il disagio si è manifestato evidente anche nella sua folle giustificazione dell’atto: «Ho ucciso mia moglie perché russava troppo» disse in evidente stato confusionale
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