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Modena, il problema dei senza tetto. «Per l’inverno pronti 100 posti letto»

di Carlo Gregori
Modena, il problema dei senza tetto. «Per l’inverno pronti 100 posti letto»

L’assessore Roberta Pinelli: «Vivono in modo precario e autonomo. Viale Crispi? Non sapevamo. Conosciamo quelli della stazione».

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i Carlo Gregori Viale Crispi, sotto i portici dello spaccio e della delinquenza di strada accanto alla stazione, ora i senzatetto trovano rifugio. Da settimane alcune persone entrano di sera nel cantiere del “Bonus facciate” e dormono al coperto tra gli attrezzi. È solo uno dei ripari in città per chi non ha un alloggio. Il numero dei senza fissa dimora è in forte crescita: erano 300 nel 2020, 500 l’anno scorso e 700 oggi. Di questi una parte non piccola è completamente “senzatetto”.

Ne parliamo con l’assessore Roberta Pinelli.

Assessore, qual è la situazione e qual è il numero dei senzatetto in città? «L’Unità di Strada professionale, a settembre e ottobre, ha intercettato in strada una media di 55 persone (52 a settembre, 58 a ottobre). La stima dell’Uds a oggi, considerando quindi anche novembre, è che le persone che dormono effettivamente fuori, distribuite in diverse zone della città, siano circa 70. Le zone monitorate sono una quarantina.

A ogni uscita ne vengono privilegiate, a rotazione, una dozzina e vengono intercettate circa venti persone. C’è poi un gruppo più ampio, caratterizzato da precarietà abitativa, ma non intercettato in strada: sono persone che alternano soluzioni precarie autonome a periodi di presa in carico da parte dei servizi».

Quali interventi si preparano per l’inverno? L’Hosting House ospita già persone senza fissa dimora?

«Stiamo da tempo lavorando alla programmazione dell’accoglienza invernale che prenderà il via il primo dicembre con tre differenti servizi: due di accoglienza esclusivamente notturna di cui uno rivolto a persone con dipendenza da sostanze gestito in collaborazione con l'Ausl, mentre un terzo servizio darà ospitalità H24 a persone particolarmente fragili. Il progetto prevede in tutto l'attivazione di circa 100 posti per il periodo da dicembre a marzo. I tre servizi di accoglienza sono affidati tramite procedura a evidenza pubblica a soggetti del terzo settore che collaborano da parecchio tempo con l'amministrazione comunale. Durante tutto l'anno sono attivi circa 70 posti di accoglienza residenziale per gestire progettazioni a favore di persone in condizione di marginalità, tra questi anche diversi appartamenti dove viene sperimentata la metodologia dell'Housing First. Infine, ci sono casi in cui le persone vengono sostenute con “contributi alloggio” finalizzati al pagamento di soluzioni abitative autonome».

Era a conoscenza dei senzatetto che da mesi dormono sotto la galleria di viale Crispi?

«Nelle uscite dell’Uds non sono state intercettate persone dormire in viale Crispi, diverse invece in Stazione, nella sala d’attesa o nel sottopassaggio di Porta Nord. È possibile che alla chiusura di questi spazi, cioè verso le due di notte, le stesse persone si spostino in zone limitrofe alla stazione, fra cui viale Crispi. Per le persone conosciute dai Servizi, si sta predisponendo un'eventuale programmazione degli ingressi nell'accoglienza invernale. È possibile che vengano avvistate persone solo in transito a Modena».

Ci sono situazioni simili?

«Le zone monitorate in città, come detto, sono oltre 40, quindi possono esserci situazioni simili legate alla accentuata mobilità delle persone senza fissa dimora».

Che attenzione ha il Comune per questo fenomeno di povertà e disagio?

«Il numero non è in forte crescita. Il Comune monitora il fenomeno tramite una propria Unità di strada professionale che opera in raccordo e sinergia con le Unità di strada volontarie e i servizi istituzionali. Inoltre, dal 2020 è attivo un tavolo di monitoraggio e confronto sulle presenze in strada che coinvolge operatori di tutti i servizi pubblici e privati che si confrontano con la marginalità. Dall'ultima mappatura di ottobre 2022 le persone che in vario modo hanno una situazione abitativa precaria sono 223 (lo scorso anno erano 236), di cui 71 effettivamente in strada in modo costante o saltuario, 35 già collocati stabilmente dai Servizi e 117 che alternano soluzioni precarie autonome a periodi di presa di presa in carico». 

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