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Cispadana, il sindaco di Mirandola Greco scrive a Salvini: «Speriamo finalmente si realizzi»

Cispadana, il sindaco di Mirandola Greco scrive a Salvini: «Speriamo finalmente si realizzi»

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Mirandola Mirandola freme per i cantieri della Cispadana, opera «strategicamente non più rimandabile al fine di fornire un nuovo impulso all’economia del distretto dell'Area Nord». E proprio «con l’intento di farsi portavoce delle necessità di un tessuto produttivo che compartecipa per il 2% al Pil nazionale», l’amministrazione si è rivolta nei giorni scorsi al neo ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Il sindaco Alberto Greco gli ha scritto una lettera aperta che chiede «rassicurazioni in merito alle priorità – in materia di infrastrutture per il territorio – del Governo recentemente insediatosi». In tal senso, «vengono accolte con positiva speranza» le rassicurazioni fornite all’assessore regionale alle Infrastrutture Andrea Corsini, sulla realizzazione sia della bretella Sassuolo-Campogalliano che per la Cispadana: «L’auspicio è che possa esser giunto il momento della svolta». La speranza, dice Greco, «è che si possa finalmente essere giunti a un “dunque”». Al tempo stesso non arretra di un passo chi l’opera non la vuole. Silvano Tagliavini, del coordinamento cispadano No autostrada-Sì strada a scorrimento veloce smorza l’entusiasmo sul buon clima, a favore dell'opera, con il nuovo governo. E tira fuori le parole del presidente della Provincia autonoma di Bolzano che, «in una sua intervista a un quotidiano del Trentino elenca i vari passaggi burocratici ancora da espletare» concludendo che « in vista della pubblicazione del bando entro l’estate a essere ottimisti. Si potrebbe arrivare alla gara entro la fine dell'anno». Si sta parlando del 2023. «Dopo la gara per la A22, riassume Tagliavini, si dovrà attendere l'aggiudicazione della concessione, il Project financing per i 7,2 miliardi di investimenti, il riassetto societario di Arc, la definizione del Pef, la Conferenza dei servizi, il progetto esecutivo, poi l’esecuzione dei lavori. Cioè «44 mesi salvo imprevisti. A essere ottimisti, ci troviamo verso il 2030. Nel frattempo sarà aperto il secondo tunnel ferroviario del Brennero (2028»». Di qui la domanda: «Il nostro territorio è in grado di attendere ancora tanti anni per una viabilità idonea alle esigenze del territorio? O sarebbe meglio decidere la realizzazione dei tratti mancanti di strada a scorrimento veloce in tempi più ridotti?».l

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