Gazzetta di Modena

Modena

Salute e ricerca

Leucemia, speranza da Modena

Luca Gardinale
Leucemia, speranza da Modena

Otto ricerche dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria premiate dal ministero Dalla Sla al Long-Covid, quattro milioni per finanziare i progetti più innovativi

6 MINUTI DI LETTURA





MODENA Per dirla con il direttore generale Vagnini, «non è tanto una questione di soldi, per quanto in un momento come questo possano fare comodo, ma di riconoscimento a livello internazionale del lavoro che svolge l’Azienda Ospedaliero-Universitaria». Un riconoscimento che vale oltre 4 milioni di euro, che andranno a finanziare 8 progetti e i relativi ricercatori premiati dal ministero della Salute.

L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena è infatti risultata vincitrice in 5 dei 9 progetti del Bando della Ricerca finalizzata 2021 del ministero della Salute, che hanno visto come destinatario l’Emilia Romagna. A questi premi si aggiunge un progetto “Starting grant” per un ricercatore di età inferiore ai 33 anni. Ma non è finita qui, perché la graduatoria del bando Pnrr-ministero della Salute ha portato ancora una volta l’Aou di Modena tra le migliori in regione con altri due progetti finanziati. Otto riconoscimenti che in tutto porteranno a Modena un finanziamento di 4 milioni e 70mila euro, come illustrato ieri al Policlinico dai protagonisti delle ricerche, insieme dal direttore generale Claudio Vagnini, che ha fatto «i complimenti a tutti i ricercatori premiati per l’ottimo lavoro svolto».

«Risultato importante» Passando ai progetti, quello del professor Riccardo Magistroni, nefrologo del Policlinico e docente Unimore sul rene policistico è risultato primo in Italia nella sua categoria, mentre la Struttura complessa di Neurologia diretta dal professor Stefano Meletti ha ottenuto 4 finanziamenti. La Struttura complessa di Malattie infettive diretta dalla professoressa Cristina Mussini ha invece ottenuto 2 finanziamenti.

«Si tratta di un risultato importante - commenta il rettore Unimore Carlo Adolfo Porro - che vede premiato l’impegno di colleghe e colleghi che hanno presentato progetti innovativi. L’ambito della ricerca Finalizzata in campo medico è ormai un’eccellenza, consolidatasi negli anni e resa possibile grazie alla disponibilità di laboratori con strumenti di indagine all’avanguardia e di professionisti validi e competenti».

I progetti vincitori Entrando nel dettaglio, il progetto sul rene policistico del professor Riccardo Magistroni ha ottenuto un finanziamento di 300mila euro: «Il rene policistico autosomico dominante - fa sapere il nefrologo del Policlinico e docente Unimore - è una grave malattia renale che determina il progressivo accumulo di cisti e conseguente insufficienza renale. A causa di questa condizione i pazienti sono costretti a iniziare la dialisi o a ricevere un trapianto. Studi animali - incalza Magistroni - hanno dimostrato che una dieta chetogenica, ovvero una dieta con un contenuto estremamente basso di zuccheri, può rallentare l’evoluzione della malattia».

Premio di 450mila euro invece per il progetto sul long-Covid del professor Giovanni Guaraldi, infettivologo dell’Aou e professore Unimore: «Molte persone che hanno avuto il Covid - spiega - sperimentano una accentuazione e talora una accelerazione del fenomeno di invecchiamento. L’ambulatorio long-Covid dell’Aou Policlinico, da me diretto in collaborazione con il laboratorio di Immunologia del professor Andrea Cossarizza, intende sperimentare, in uno studio randomizzato, farmaci potenzialmente in grado di modificare le alterazioni immunologiche associate all’invecchiamento. L’obiettivo dello studio - chiude - è fare risolvere la fragilità delle persone con long-Covid facendo nuovamente coincidere l’età anagrafica con quella biologica».

I neurosteroidi Finanziamento di 432mila euro per la ricerca sui neurosteroidi di Jessica Mandrioli, neurologa dell’Ospedale di Baggiovara: «Si tratta di molecole neuroprotettive endogene prodotte da neuroni e cellule gliali - spiega - per i quali abbiamo preliminarmente riscontrato una riduzione quasi generalizzata nel liquido cerebrospinale dei pazienti con Sla, suggerendo che potrebbero essere coinvolti nella patogenesi e nella progressione della patologia».

Leucemia al centro del quarto progetto premiato (con 318mila euro) e portato avanti da Stefania Fiorcari, dirigente biologo presso la Struttura Complessa di Immunotrasfusionale, diretta dal dottor Giovanni Battista Ceccherelli: «Il progetto - spiega - si svolgerà presso i laboratori di Ematologia del Com, e si propone di definire il ruolo della proteina Notch2 come nuovo possibile target biologico nella leucemia linfatica cronica analizzando il suo coinvolgimento nell’evoluzione, progressione e sviluppo di resistenza ai farmaci in uso nella pratica clinica. La motivazione dello studio - incalza - parte dalla consapevolezza che sebbene importanti progressi siano stati compiuti nel trattamento di questa forma di leucemia, questa resta ad oggi una malattia incurabile. Le conoscenze che scaturiranno sono in linea con la necessità di individuare nuovi marcatori biologici che potranno aiutare a ottimizzare i programmi terapeutici».

Infezioni vie urinarie Premio di 450mila euro per il progetto sulle infezioni delle vie urinarie, che ha visto protagonista la dottoressa Marianna Meschiari, infettivologa: «Quelle alle vie urinarie - spiega - sono la causa più frequente di infezioni sia in ospedale che in comunità. Purtroppo, in tutta l’Europa meridionale, e in Italia in particolare, la resistenza antimicrobica in continuo aumento limita le opzioni terapeutiche disponibili per il trattamento di queste infezioni. Il nostro sarà uno studio multicentrico, open-label, randomizzato e condotto in diversi centri in Italia, volto a individuare strategie terapeutiche efficaci». Ricercatori under 33 Il Bando della Ricerca finalizzata prevedeva, inoltre, una sezione per gli under 33 definita “Starting Grant”; in questa categoria è risultato vincitore il progetto della dottoressa Cecilia Simonini sulla Sla (finanziamento di 130mila euro).

«I meccanismi biologici alla base dell’insorgenza e della progressione della Sla - spiega la biologa, ricercatrice alla Neurologa dell’Ospedale civile - sono ad oggi ancora poco conosciuti, tuttavia svariati studi scientifici dimostrano che un determinato comportamento della microglia possa svolgere un ruolo chiave nella Sla. Il nostro obiettivo da perseguire è quello di valutare il ruolo del recettore denominato Trem2 da più punti di vista nei pazienti affetti da Sla per comprenderne meglio il funzionamento e valutare se possa essere utile nell’identificare nuove strategie terapeutiche».

Il bando del Pnrr Per quanto riguarda i progetti vincitori nel bando Pnrr- ministero della Salute, il primo è quello di Jessica Mandrioli (990mila euro): «Questo studio - commenta -ha lo scopo di creare una coorte longitudinale di gemelli con Sla/Ftd italiani e una biobanca virtuale con raccolta di differenti campioni per uno studio multi-omico, al fine di trovare fattori di rischio o protettivi, ambientali o genetici che possano guidare la discordanza nei gemelli monozigoti o spiegare la diversa espressione fenotipica nelle coppie concordanti. Grazie ai progressi nelle scienze omiche, potremmo definire il profilo biologico dei diversi pazienti verso il quale indirizzare trattamenti personalizzati».

L’ultimo progetto finanziato (un milione di euro) è quello del professor Stefano Meletti sulle epilessie rare e le encefalopatie epilettiche dello sviluppo, «che comprendono insieme di malattie rare, geneticamente determinate, associate a crisi resistenti ai farmaci e a disturbi cognitivi. Questo progetto - incalza il direttore di Neurologia - ha l’obiettivo di validare un sistema di monitoraggio elettroencefalografico indossabile e minimamente invasivo per la registrazione dei pazienti per periodi lunghi a casa. Il progetto permette di valutare l’utilità clinica di questa tipologia di monitoraggio domiciliare in condizioni in cui il rilevamento dell’attività epilettica è essenziale per la gestione dell’efficacia dei trattamenti». l © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google