Moda, Carpi ritorna capitale «Ripartire dopo Covid e crisi»
Guaitoli nuovo presidente di Confartigianato Abbigliamento
Un carpigiano ai vertici di Confartigianato Abbigliamento. Si tratta di Roberto guaitoli, amministratore unico di Collezioni, azienda di intimo e mare produttrice del marchio Cosabella e già presidente di Lapam Moda.
Una notizia che, a cascata, non può che giovare anche tutto il Distretto carpigiano, alle prese con un difficile periodo di ripresa e di transizione dovuto alla pandemia da Covid-19, alla crisi energetica, all’aumento delle materie prime, all’invasione della Russia all’Ucraina e a un inevitabile ricambio generazionale.
Tematiche che lo stesso Guaitoli sottolinea: «Quello tessile e dell’abbigliamento è stato uno dei settori più colpiti dalla crisi causata dalla pandemia che ha messo in difficoltà soprattutto le piccole e medie imprese, che hanno subito perdite preoccupanti. Il mondo della moda – incalza – ha subito profonde trasformazioni e ne è uscito cambiato, anche in seguito allo scoppio della guerra che sta mettendo in difficoltà una buona parte del tessuto economico sociale. A causa dell’aumento dell’inflazione, molte realtà saranno necessariamente costrette a rivedere i propri modelli di produzione e distribuzione».
Importante, se non imprescindibile, quindi, tracciare le linee guida per ripartire: «Un nodo nevralgico è rappresentato dai giovani – spiega Guaitoli – che possono essere un punto di forza del comparto: l’obiettivo è quello di incentivare giovani designer, creativi, talenti emergenti che possano dare nuovo slancio ai marchi; al tempo stesso, per sopperire alle difficoltà del ricambio generazionale, sarà indispensabile introdurli in tutte le fasi produttive della filiera accompagnandoli nel mondo del lavoro. Altro punto qualificante è quello delle reti e della collaborazione tra imprese: è sempre più strategico collaborare per promuovere al meglio la propria attività produttiva e la penetrazione commerciale in modo da affrontare le complessità di un mercato particolarmente difficile come quello della moda».
Non mancano, secondo Guaitoli, altre priorità che interessano il Distretto carpigiano: «Dobbiamo valorizzare maggiormente il Made in Italy, riconosciuto in tutto il mondo per i dettagli e la cura, per confermare il nostro ruolo nei mercati internazionali e per evidenziare il gap qualitativo rispetto al fast fashion. Altro punto qualificante sarà contrastare tutte quelle modalità di lavoro che vanno contro l’etica e generano una grave concorrenza sleale nei confronti delle altre aziende della filiera che rispettano le regole; spesso il mondo della moda è stato messo in discussione: compito di Confartigianato Abbigliamento sarà evitare una ricaduta di questo tipo».
Necessaria sarà anche una maggior attenzione nei confronti di una moda sempre più sostenibile: «è l’unica strada percorribile per essere competitivi e creare valore aggiunto – chiosa Guaitoli –. Altro aspetto fondamentale è il digitale, sempre più presente anche nei contesti di sfilate e vendite; un’eventuale carenza in questo ambito non è più ammissibile e quindi le aziende devono necessariamente crescere in questi termini”. Da non dimenticare, infine, l’attenzione all’export, che deve continuare a essere elemento trainante della moda di casa nostra».l
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