Gazzetta di Modena

Modena

La decisione

Maranello Piero Ferrari prepara successione Creato trust per il 10% della Ferrari

Maranello Piero Ferrari prepara successione Creato trust per il 10% della Ferrari

Vale 4 miliardi di euro. I beneficiari: la figlia Antonella e i nipoti Enzo e Piero

3 MINUTI DI LETTURA





Piero Ferrari, secondo maggiore azionista di Ferrari e figlio del fondatore Enzo, ha creato nei giorni scorsi un fondo fiduciario per gestire la sua partecipazione azionaria di circa il 10% nella casa di Maranello.

La notizia arriva da oltreoceano e questa decisione mostrerebbe i piani di successione del figlio del Drake, tutelando da una possibile dispersione il suo patrimonio azionario in caso di eventuali dissapori in famiglia o tra gli eredi.

Beneficiari di questo ‘family trust’ sono l’unica figlia avuta di Piero Ferrari e Floriana Nalin, Antonella, e i nipoti Enzo Mattioli Ferrari (oggi 34enne, figlio di Giacomo Mattioli) e Piero Galassi Ferrari (detto Pippi, di una dozzina d’anni più giovane, figlio di Alberto Galassi). Lo si legge in un documento pubblicato nei giorni scorsi dalla Sec (Ferrari è quotata anche alla Borsa di New York). Piero Ferrari (che oltre a essere vice presidente esecutivo della Ferrari è pure azionista del cantiere nautico Ferretti Group di cui il genero Alberto Galassi è amministratore delegato ed è il fondatore nel 1998 della società di engineering modenese Hpe, oggi Hpe-Coxa) ha costituito il trust ai sensi della legge dell’isola di Jersey lo scorso 12 dicembre e con sede principale a Modena.

Il nipote Enzo Mattioli Ferrari e Franco Ravanetti (commercialista parmense, già amministratore unico della società che costruì il Garage Ferrari in via Trento Trieste poi donato al Comune, ndr.) sono, rispettivamente, il fiduciario e il custode del trust con lo scopo, tra l’altro, di “garantire il benessere dei discendenti attraverso una strategia unitaria a lungo termine nella gestione della partecipazione in Ferrari”.

Il figlio del Drake, che oggi ha 77 anni, e vive sempre nello storico palazzo di famiglia in Largo Garibaldi, ha trasferito al trust la ‘nuda proprietà’ delle sue azioni (circa il 10% del totale del capitale della Ferrari e il cui valore ammonta a circa 4 miliardi di euro ai prezzi attuali). Il figlio del fondatore della Casa di Maranello conserva però i titoli col relativo diritto di voto e incasserà l’80% dei dividendi. Questa decisione non influisce sulle condizioni dell’attuale patto di consultazione che Piero Ferrari da alcuni anni (era il 2015) ha stretto con il principale azionista del Cavallino rampante, ovvero Exor, la holding della famiglia Agnelli con sede in Olanda e che possiede circa il 24% di Ferrari avendone circa il 35% dei diritti di voto. Ricordiamo che Ferrari cedette il 50% della sua azienda alla Fiat nel 1969. Proprio nei giorni scorsi la prestigiosa rivista Forbes ha pubblicato la consueta graduatoria degli uomini e delle donne più ricche del mondo. Per l’Italia ha compilato una lista di 50 ‘paperoni’, e come succede da qualche anno a questa parte Piero Ferrari si è decisamente ben piazzato in questa speciale classifica. Nel 2022 il vicepresidente esecutivo della Casa del cavallino si è, infatti, ritrovato al quinto posto tra i più abbienti del Belpaese, con un patrimonio netto di 4.8 miliardi di dollari, che al cambio fanno circa 4.5 miliardi di euro. L’anno scorso a dicembre era settimo con 5.5 miliardi di dollari.

Nella classifica di Forbes del 2020 Ferrari era invece 11esimo in Italia con 3 miliardi di dollari di patrimonio. Ovviamente l’aumento del valore delle azioni della Ferrari negli ultimi tempi ha significato anche un aumento del suo patrimonio. L’unico altro modenese in classifica tra i più ricchi d’Italia nel 2022 secondo Forbes è Romano Minozzi, fondatore di Iris Ceramiche Group (38esimo con 1,4 miliardi di dollari ma era a 1.9 l’anno scorso); è invece uscito dalla graduatoria il ‘re delle carni’ Luigi Cremonini mentre al 48esimo e 49 esimo posto ci sono i figli del defunto fondatore di Mapei e proprietario del Sassuolo calcio, Marco e Veronica Squinzi.

Due parole infine per ricordare che il più ricco d’Italia è risultato quest’anno ancora una volta e con distacco Giovanni Ferrero dell’omonima industria dolciaria, con 34.6 miliardi di dollari di patrimonio, lasciando molto indietro il secondo, Giorgio Armani: la fortuna del grande stilista è cinque volte minore di quella dell’imprenditore di Alba. l

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google