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Comune di Modena. Piano urbanistico, rottura “soft” nella maggioranza di centrosinistra

GBALUGANI
Comune di Modena. Piano urbanistico, rottura “soft” nella maggioranza di centrosinistra

La maggioranza si spacca, ma Sinistra e Verdi si “fermano” all'astensione

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MODENA Alla fine la rottura c’è stata, ma decisamente meno fragorosa di quanto si potesse temere: merito del lungo lavoro di ricucitura che ha portato gli alleati a sinistra del Pd a “limitarsi” all’astensione.

Si è chiuso così, con un voto arrivato dopo le 20 di ieri sera, il Consiglio comunale che ha visto protagonista il nuovo Pug, il Piano urbanistico generale che definirà lo sviluppo della città per i prossimi 30 anni. La delibera di adozione è stata dunque approvata con il voto favorevole del Partito democratico e di Modena civica, l’astensione di Sinistra per Modena e Verdi (che fanno parte della maggioranza) e il “no” compatto di tutta l’opposizione, che è uscita dall’aula per protesta al momento del voto. Ora il Piano sarà inviato alla Regione per la valutazione prevista dalla legge urbanistica per poi consentirne l’approvazione definitiva da parte del Consiglio nella prima parte del 2023.

La delibera, presentata dall’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli dopo essere stata approvata all’unanimità dalla giunta comunale nei giorni scorsi, consiste essenzialmente nelle controdeduzioni alle 312 osservazioni presentate dopo l’assunzione dello strumento urbanistico dello scorso anno e in gran parte accolte.

Tornando alle questioni politiche, gli occhi erano puntati su Sinistra per Modena e Verdi, nel timore di un voto negativo che avrebbe bocciato il più importante strumento urbanistico della giunta Muzzarelli: per questo, nei giorni scorsi è stato fatto un lungo lavoro di ricucitura, che ieri ha portato alla presentazione di un ordine del giorno condiviso da tutta la maggioranza, illustrato da Paola Aime (Verdi) per impegnare l’amministrazione ad assumere, contestualmente all’approvazione del Pug, una delibera di indirizzo sulla programmazione e l’attuazione urbanistica in ottica di tutela ambientale e riduzione del consumo di suolo. Una ricucitura che ha portato Sinistra e Verdi ad astenersi (mentre il consigliere più critico, Walter Stella, ieri era assente) sull’adozione del Pug, scongiurando una rottura più fragorosa che avrebbe minacciato anche una giunta di cui fanno parte tre assessori delle due forze di sinistra.

Per quanto riguarda l’opposizione, l’accusa che ha portato tutti i gruppi di minoranza a uscire dall’aula è che il Consiglio comunale non sia stato messo «in condizione di esaminare l’articolato e complesso documento. Solamente a fine novembre – proseguono – abbiamo potuto avere il testo della delibera composta da centinaia di pagine ed elaborati: impossibile esaminare tutto in poco più di 20 giorni».l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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