Massa Finalese «De Salvatore è stato ucciso da un mix letale di 12 pastiglie»
Finale L’autopsia evidenzia un’altissima concentrazione di farmaci somministrati in modo da potersi impossessare ripetutamente del denaro presente nella camera da letto, ed in modo da poter utilizzare, ripetutamente, l’autovettura e l’abitazione della vittima I due imputati rischiano la condanna a 18 anni di carcere
Finale Rocco De Salvatore fu ucciso con un mix di almeno 12 pastiglie di psicofarmaci somministrate una dietro l’altra. È la rivelazione choc arrivata dall’autopsia sul corpo del 73enne rinvenuto cadavere la sera di domenica 31 luglio 2022, riverso nel letto del suo appartamento a Massa Finalese.
Per la sua morte a inizio novembre sono stati arrestati la 37enne di origine marocchina Samia El Harim e il 40enne finalese Angelo Barbato, accusati di omicidio preterintenzionale e rapina in concorso. I due reati sono legati, nella dinamica evidenziata dallo stesso procuratore capo Luca Masini. «I predetti – spiegò nel motivare gli arresti – sono accusati di aver somministrato continuativamente, e per lungo tempo, una massiccia dose di psicofarmaci alla vittima al fine di porre il 73enne in uno stato di prolungata incoscienza, in modo da potersi impossessare ripetutamente del di lui denaro presente nella camera da letto, ed in modo da poter utilizzare, ripetutamente, l’autovettura e l’abitazione della vittima nei tre giorni antecedenti il decesso».
Il corpo di De Salvatore infatti venne ritrovato disteso sul letto, privo di segni di violenza ma con vicino diverse pasticche di farmaci. Nell’ipotesi accusatoria, Barbato e Samia avrebbero dunque agito in combutta mirando ai soldi di lui, che evidentemente non glieli voleva consegnare. Da qui lo stordimento causato con i farmaci, per renderlo così inerme e potergli portare via il denaro. E utilizzare la sua auto.
Secondo questa ricostruzione, i farmaci di cui la coppia aveva disponibilità sarebbero stati somministrati per nove mesi, cosa già spaventosa. Ma adesso si scopre che la dose fatale degli ultimi giorni ha assunto l’incredibile profilo di almeno 12 pastiglie (forse addirittura 15) somministrate una dietro l’altra all’anziano. Una quantità prossima a quella letale. E che combinata ai problemi di cuore di cui soffriva l’uomo ha condotto alla morte, nella ricostruzione del pm Claudia Natalini.
La Procura ha ritenuto di essere in possesso di prove talmente schiaccianti che il pm ha chiesto nei giorni scorsi al gip di procedere con rito immediato, andando subito a processo. Cosa che il gip ha concesso, fissando la prima udienza già per il 16 febbraio. I due imputati rischiano la condanna a 18 anni di carcere. A questo punto le difese potrebbero anche chiedere il rito abbreviato, che consente di avere lo sconto di un terzo della pena. «Stiamo valutando, non abbiamo ancora deciso» osserva l’avvocato Roberto Neri, che difende Barbato assieme a Giorgia Marini.
Da parte sua, l’avvocato Marco Ferraresi, che tutela le figlie e il figlio di De Salvatore (Pierangela, Sonia, Alessandra e Stefano), anticipa che «anche in caso di ricorso al rito abbreviato, ci costituiremo parte civile: la famiglia vuole giustizia». Su Samia pendono anche accuse di maltrattamenti nei confronti dell’anziano, che avrebbe messo in atto nel corso del precedente rapporto avuto con lui, iniziato tre anni prima.
Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Finale e Carpi, insieme ai colleghi del Nucleo Investigativo di Modena, sotto il coordinamento della Procura. Gli arresti sono scattati non appena arrivati i risultati dell’autopsia e delle analisi tossicologiche, ma le indagini hanno fatto perno anche su una serie di intercettazioni. l
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