Operaio morì investito dal muletto Assolto il titolare della Garavini
Vignola Sono stati assolti con formula piena, in quanto il fatto non sussiste, il titolare e la responsabile alla sicurezza dell’azienda di marmi Garavini di via Paraviana a Vignola. Una sentenza, arrivata in appello, che ribalta completamente quella di un paio di anni fa, era il 2020: in quel caso condanna a 8 mesi con la condiziona per entrambi e 13mila euro di sanzione pecuniaria per l’attività vignolese. Questo l’ultimo atto di una triste e drammatica vicenda che si riferisce al maggio del 2017.
A causa delle gravi lesioni riportante in un incidente sul lavoro perse la vita Silvano Venturi, operaio 47enne di Savignano e fratello di Adriano Venturi, tifoso del Modena rimasto ferito e poi deceduto in seguito a una rovinosa caduta all’interno del fossato dello stadio Dallara di Bologna durante un derby calcistico. Silvano, mentre stava svolgendo le sue mansioni quotidiane, venne investito da un carrello elevatore che viaggiava in retromarcia. Al titolare e alla responsabile della sicurezza della Garavini, attualmente difesi dall’avvocato Giorgio Pighi, e all’azienda, seguita invece dal legale Fabrizio Canuri, era stata contestata la mancata presenza di segnaletica orizzontale nel piazzale dell’azienda, di fatto di una linea di demarcazione tra il marciapiede, sul quale appunto si trovava Silvano Venturi, e la zona dedicata invece alla circolazione dei mezzi, compresi i carrelli elevatori.
Con questa motivazione, appunto, era arrivata la già citata condanna poi ribaltata di recente. In appello, infatti, è stato dimostrato che la distanza tra il marciapiede, dal quale Venturi era accidentalmente scivolato, e le ruote del muletto era comunque considerevole. Uno spazio equivalante se non superiore a quello che sarebbe dovute essere segnalato con la linea gialla. E così, secondo i giudici, la presunta violazione non è stata causa del tragico evento che ha portato alla morte del 47enne di Savignano. Per questo, appunto, l’ultima sentenza arrivata in appello con l’assoluzione.l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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