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Modena. Corni, “Il caso coltello” all’Ipsia finisce alla Camera dei Deputati

Gabriele Farina
Modena. Corni, “Il caso coltello” all’Ipsia finisce alla Camera dei Deputati

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i Gabriele Farina “Il caso coltello” all’Ipsia Corni finirà in Parlamento. Ad annunciarlo è Stefania Ascari, deputata modenese del Movimento 5 Stelle. «Integrerò l’interrogazione parlamentare presentata al ministro della Cultura sull’assemblea del Venturi», sottolinea Ascari. La deputata sottoporrà all’attenzione del ministro Gennaro Sangiuliano la tentata rapina di mercoledì pomeriggio davanti all’istituto tecnico Corni su cui sta indagando la Polizia di Stato. «Bisogna prendere seriamente dei provvedimenti – ribadisce Ascari – parlando con gli studenti e coinvolgendo le famiglie e i professori. Occorre ascoltare molto di più i giovani: non è normale che girino con coltelli».

La deputata ha presentato l’interrogazione lo scorso 2 febbraio sull’assemblea del Venturi in cui sarebbero circolate sostanze alcoliche con conseguente malore di una studentessa, soccorsa con un’ambulanza. I fatti di cronaca l’hanno persuasa a operare un’integrazione in merito ad altri episodi che riguardano i due istituti Corni. Oltre alla tentata rapina, vi rientra l’acceso diverbio tra un docente del Corni tecnico e alcuni studenti del professionale, per cui il professore ha riportato nove giorni di prognosi, annunciando una denuncia alla preside del professionale.

«Occorre fare più prevenzione contro la violenza e gli atti di bullismo – aggiunge la parlamentare –. Così non si può andare avanti». Tornando indietro nel tempo, c’è il fascicolo aperto in Procura con l’ipotesi di reato di adescamento di minori per quanto trapelato dall’istituto tecnico Corni. Gli inquirenti stanno indagando su un’insegnante 42enne, che avrebbe assunto atteggiamenti “ambigui” nei confronti di alcuni studenti.

«È importante introdurre l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole – sottolinea la parlamentare – per educare al rispetto della persona e della legalità». Ascari insiste sulla scuola, proponendo «d’inserire in ogni Prefettura un osservatorio che monitori la dispersione scolastica, per capire il fenomeno a monte». Intanto, le bocche della dirigenza rimangono chiuse alla luce dell’ultimo episodio. I genitori arrivano alla spicciolata e non si fanno vedere davanti ai cancelli. Gli studenti evitano volentieri domande sulla comparsa del coltello in giardino con l’arrivo di quattro volanti della Polizia di Stato dopo il diverbio tra due studenti. Una persona che frequenta l’istituto descrive una prima contromisura a seguito degli ultimi episodi. Si tratta degli “insegnanti sorveglianti” durante l’intervallo. Nelle pause per la ricreazione, i “prof” sono chiamati a “pattugliare” alcune zone della scuola per intervenire tempestivamente in caso di potenziali problemi.

Un provvedimento che, va precisato, non è certo “ad scholam”: la sorveglianza degli insegnanti nell’intervallo è una realtà che si sta consolidando anche nelle scuole modenesi. Una misura che però genera qualche mal di pancia negli studenti dell’Ipsia Corni. «Non abbiamo più nemmeno il bar all’interno», una recriminazione che emerge dall’istituto. Per il resto, è un tripudio di «non c’ero» e «mi spiace» da parte degli studenti, a far eco al «no comment» della dirigenza. Ulteriori novità sono attese dal tavolo congiunto tra Provincia, Ufficio scolastico territoriali, dirigenti scolastici, rappresentanze sindacali unitarie e sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) dopo l’ultima assemblea sindacale.l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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