«A Modena precario il 75% dei lavoratori La politica è distante: serve una svolta»
Dieci (Cgil): «I dati provinciali sono surreali»
i Ernesto Bossù
Intanto una serie di mobilitazioni per fare comprendere la portata dei sindacati al governo. Poi gli scioperi arriveranno, «anche perché è surreale il fatto che, stando ai dati relativi allo scorso anno, nella sola provincia di Modena il 75 per cento dei contratti siano precari», è la promessa di Daniele Dieci, da fine 2021 segretario della Cgil di Modena. Il suo è un profilo non banale, forse anche per la giovane età di appena 37 anni. Dieci si dice contro le vecchie logiche sindacali, quelle secondo cui è vero che deve esistere un grande patto tra chi tutela i lavoratori ma alla fine una forza deve prevalere più degli altri, prendendosi i meriti di alcune battaglie vinte. «Basta ragionare così, altrimenti non ne usciamo», auspica. Ma non solo: spazio a giovani e donne all’interno delle dinamiche del sindacato, che si deve rinnovare, oltre a una maggiore attenzione ai problemi emergenti.
Dieci, partiamo dalla mobilitazione di domani a Bologna. Che significato ha?
«Speriamo serva a rendere evidente, la prima e quelle successive, che le politiche adottate dal governo non solo non vanno a tutelare i lavoratori, ma ne minano persino il miglioramento».
Il riferimento è al decreto Lavoro approvato in Consiglio dei ministri il 1° maggio?
«Anche ma non solo. Quello, nella fattispecie, è un atto realizzato seguendo un modo di operare provocatorio. Nei fatti, poi, al di là di quanto la comunicazione di Meloni vuole suggerire, si tratta di una misura che andrà ad aumentare il lavoro precario. Ed è perciò del tutto evidente che il governo abbia ben chiaro il proprio nuovo nemico: la parte sana, quella che lavora e produce seguendo la legge».
Torniamo alla mobilitazione generale. Alcuni hanno raccontato di divergenze all’interno dei tavoli per l’organizzazione dell’evento tra le sigle sindacali. È così?
«Si tratta di una manifestazione unitaria in cui, alla fine, si è arrivati a un accordo frutto di massima condivisione tra le parti. Io sono di una scuola sindacale diversa, quella in cui le scaramucce sono considerate fini a sé stesse e le diatribe tra i gruppi dirigenti vengono messe da parte perché lontane dai problemi dei lavoratori. Chi pensa alla propria bottega credo si renda conto del distacco con le problematiche che in tanti ci segnalano».
Criticità, quelle che racconterete anche domani, che però sembrano piuttosto distanti anche dal mondo politico. Né destra né sinistra pare vi vengano incontro…
«Non riusciamo a trovare una sponda da chi sta nei palazzi del potere. A me viene molto da dirla con uno slogan: destra e sinistra non sono più caratterizzate dalla distanza che un tempo le contraddistingueva rispetto alle tematiche lavorative. Insomma, il mondo produttivo e la tutela di esso è ormai cosa astratta per entrambi. Detto ciò, è del tutto evidente che questo fenomeno non aiuti la democrazia, visto che si registra da tempo un altissimo assenteismo dovuto proprio alla mancanza di fiducia nella politica da parte dei più deboli».
Da poco si è festeggiato il Primo Maggio. Come sta il lavoro a Modena?
«Siamo uno dei pochi territori a traino industriale. Basti pensare che il 37 per cento dei contratti totali è proprio in quel settore. Ma la vera criticità sta nel fatto che la precarietà è dilagante: tre contratti su quattro, nel 2022, sono a tempo determinato. Mi chiedo come sia possibile che si intreccino lo sviluppo industriale con la precarietà. Lo trovo paradossale, perché le aziende dovrebbero programmare a lungo termine e, invece, preferiscono ragionare sul breve periodo».
Si è dato una spiegazione?
«Mi sembra chiaro che il fine ultimo sia sempre quello di risparmiare sui costi, e nel momento in cui non si guadagna quanto previsto risulta maggiormente conveniente non rinnovare qualche contratto».
Prevedete i giovani nella mobilitazione di domani?
«Contiamo sulla loro presenza. A livello locale stiamo facendo fatica, ma l’impegno per riuscire a coinvolgerli sempre di più all’interno delle nostre dinamiche è tanto. Speriamo di avere già un minimo ritorno». l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
