Sassuolo. Maltratta per anni sua madre, ma lei alla fine lo riprende in casa
Insulti e minacce per comprare droga, poi viene recuperato e perdonato
di Daniele Montanari
SASSIOLO. Offende e maltratta per anni la madre, arrivando anche a chiuderla in casa. Tutto per la droga, e il suo continuo bisogno di soldi per comprarne. Lei lo denuncia, ma alla fine, quando lo vede avviato su un concreto percorso di recupero, lo perdona. Cuore di mamma, verrebbe da dire.
È una storia che in provincia di Modena, in un appartamento di Sassuolo dove vivono madre e figlio di 25 anni, di origini equadoregne ma nato e cresciuto in Italia. Da quanto ha riferito la madre, il calvario è iniziato nel 2020, ed è andato avanti per due anni. È successo che il figlio si è avvicinato alla droga, e ne è diventato sempre più dipendente, al punto di vedere la sua vita stravolta. Aveva un regolare lavoro, nessun tipo di problema con la giustizia tanto da essere incensurato. Ma poi è precipitato in un inferno di dipendenza: non era più in condizioni mentali tali da poter svolgere un impiego, ed è rimasto senza occupazione.
La droga è diventata la sua ossessione: non riusciva più a fare a meno. Ma per comprarla gli servivano soldi, e non lavorando non ne aveva più. Così li ha chiesti alla madre, che ovviamente, quando si è accorta di quello a cui gli servivano, ha detto basta. Ma lui, in crisi di astinenza, è diventato sempre più prepotente, insultandola e minacciandola sempre più insistentemente, arrivando anche a chiuderla in casa. Le grida hanno anche richiamato più volte i carabinieri. La madre alla fine si è resa conto che il passo, per quanto doloroso, doveva essere fatto: doveva denunciare il figlio per maltrattamenti, e così ha fatto nell’agosto 2022. È quindi scattato per il figlio il divieto di avvicinamento alla madre. È venuto a casa il personale Ausl, che lo ha trovato in condizioni spaventose: è stato necessario un tso, e quindi l’avvio di un percorso al Sert e al Centro di salute mentale per farlo disintossicare e permettergli, a poco a poco, di ritrovare un po’ se stesso.
Il percorso è stato positivo, e un mese fa la madre ha ritirato la querela. In assenza di questa, ieri il giovane, assistito dall’avvocato Massimo Porta, ha patteggiato solo un anno e quattro mesi, sospesi. Presente anche la madre, che ha detto di rivolerlo a casa, disposta a mettere una pietra sopra l’accaduto.
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