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Il lutto

Soliera, muore a 47 anni per un malore

Soliera, muore a 47 anni per un malore

Marcello Molinari si è spento ieri mattina all’improvviso mentre lavorava. Gli amici: «Indimenticabili le tante trasferte in giro per l’Italia a seguire il Modena»

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di Gabriele Canovi

Soliera. Immaginate una papà generoso, sempre pronto ad aiutare il prossimo, innamorato della sua famiglia e grande tifoso del Modena, per cui girava l’Italia ogni fine settimana insieme ai suoi amici.

Ecco, Marcello Molinari, scomparso all’improvviso ieri mattina a soli 47 anni, era questo. A portarselo via un malore fatale: erano da poco passate le 8 e Marcello stava lavorando nella lavanderia industriale di via Arrigo Boito dove era stato assunto da meno di un anno. A nulla, purtroppo, è servito l’intervento del 118 che ha attivato subito un’ambulanza e l’elisoccorso da Bologna. Soliera non era solo il paese in cui lavorava, ma era anche la sua casa: abitava infatti con la moglie e la figlia, poco più che adolescente, nella frazione di Appalto. Famiglia, lavoro e... calcio, così divideva la sua vita. Marcello era infatti un grande tifoso del Modena e faceva parte della sezione “Soliera”. E anche lì, all’interno della curva Montagnani, la sua scomparsa ha provocato un dolore immenso tra i tanti tifosi, e amici, che lo conoscevano: «Ogni domenica macinavamo chilometri su chilometri per andare a seguire i “gialli” allo stadio – racconta l’amico Maurizio Benigni – La nostra amicizia è maturata ed è diventata sempre più solida partita dopo partita, trasferta dopo trasferta. Marcello era un ragazzo generosissimo, una persona disponibile e pronta a darti una mano. Con lui bastava uno sguardo. Non lo nego, ho passato momenti difficili e lui è sempre stato al mio fianco: prendeva il telefono in mano, mi chiamava, ci vedevamo, bevevamo una birra e chiacchieravamo per ore. Poi quante partite abbiamo visto insieme...».

L’ultima era stata proprio lunedì, in quel di Venezia: «Dalla stagione in Serie D fino a Venezia non ce ne siamo persa nemmeno una. Forse un paio, al massimo, per problemi logistici o dovuti al lavoro, ma non di più – ricorda ancora Maurizio – Anche grazie a lui avevamo creato una bella “squadra” unendo i gruppi di tifosi di Soliera e di Villanova. Marcello era un amico generoso, ma generoso per davvero. Era lui, spesso, a organizzare le trasferte in giro per l’Italia, i pranzi e anche trasporti. Il viaggio più bello? Credo quelli della passata stagione a Lucca e a Carrara: abbiamo condiviso i momenti in spiaggia, a pranzo e allo stadio, tutti insieme. Voglio anche raccontare un aneddoto. Qualche anno fa gli ho regalato un braccialetto blu del Modena: ne avevo due, ma per scaramanzia non li avevo mai tolti. Finché lui non me ne ha chiesto uno. Gliel’ho dato e da quel momento l’ha sempre tenuto al polso. Ecco, spero ce l’abbia ancora».

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