Castelfranco, l’appello dell’associazione Edera: «Abbiamo bisogno di volontari, altrimenti rischiamo di chiudere»

Castelfranco, l’appello dell’associazione Edera: «Abbiamo bisogno di volontari, altrimenti rischiamo di chiudere»

Edera odv dal 2000 sostiene le persone con disabilità. Il presidente chiede aiuto

20 maggio 2023
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di Laura Solieri

CASTELFRANCO. «Cerchiamo volontari, altrimenti la nostra associazione, da 23 anni al fianco delle persone con disabilità su tutto il territorio dell’Unione del Sorbara, rischia di chiudere».

L’appello accorato viene da Mauro Ferrari, presidente di Edera odv, che ha sede a Castelfranco e dal 2000, in convenzione con i servizi dell’Unione del Sorbara, opera a sostegno delle persone con disabilità del territorio, collaborando nella realizzazione di progetti di tutoraggio scolastico per persone certificate ai sensi della legge 104 e nella realizzazione di progetti di sostegno psico-educativo per ragazzi e giovani adulti con sindromi dello spettro autistico; alla base del progetto vi è un’attività di gestione sanitaria dei casi tramite un esperto incaricato dall’associazione. Edera promuove inoltre gite, pranzi sociali e soggiorni al mare. «Cerchiamo volontari per diverse mansioni – spiega Mauro – ad esempio per attività di guida di un pulmino di proprietà della nostra associazione per portare le persone che si rivolgono a noi in piscina e in generale a fare attività sportiva. Abbiamo inoltre bisogno di una mano per le attività di segreteria, quindi ricevere le chiamate, dare informazioni sui nostri servizi, rispondere alle email; cerchiamo anche volontari per una mano per la raccolta fondi, attività indispensabile per continuare a garantire la nostra presenza attiva sul territorio, quindi persone che ci diano un aiuto per partecipare a bandi, scrivere progetti da candidare, trovare opportunità di finanziamento per il terzo settore».

Edera collabora con vari centri diurni, laboratori socio-occupazionali, anche per inserimenti lavorativi e tutoraggi scolastici nell’area del distretto sanitario di Castelfranco. «Il più bel dono? Donarsi a chi non sa nemmeno chiedere – afferma Mauro, padre di Federica, una ragazza di 35 anni con disabilità cognitiva, che sente molto vicino la causa per cui si spende da tanti anni –. Se riuscissimo a trovare 5 o 6 persone tra la cittadinanza disponibili a darci una mano per le mansioni suddette, per noi sarebbe veramente una boccata d’ossigeno. Non occorrono competenze particolari, se non propensione alla relazione e all’ascolto, empatia e voglia di mettersi in gioco; un minimo di dimestichezza con il computer e l’informatica ed essere naturalmente muniti di patente per quanto riguarda la mansione del trasporto. Si rivolgono ad Edera quasi un centinaio di persone, di tutte le età – prosegue Ferrari – Siamo diventati nel tempo un vero e proprio punto di rifermento per le famiglie e anche se l’età avanza e le fatiche non mancano, mi spenderò fino all’ultimo per continuare a fare quello che faccio ma abbiamo bisogno di una mano, altrimenti non ce la facciamo più».

Le persone interessate possono chiamare il 3339400006 o scrivere a segreteria@edera.org per ricevere maggiori informazioni o comunicare la propria disponibilità a fare volontariato in turni, giorni e fasce orarie che verranno concordate in modo di cercare di rispondere il più possibile alle esigenze di tutte le parti. Per chi volesse conoscere meglio Edera odv, l’appuntamento è al pranzo sociale del 4 giugno ai Laghi Elena di Bomporto, dove prima si svolgerà una gara sportiva di pesca.