Ecco i “magnifici sette” del Volta Diplomati con il massimo dei voti
Il Premio Lucchese ha assegnato borse di studio agli studenti più meritevoli La manifestazione, che va avanti da 36 anni, si è tenuta alla Florim Gallery
La Fondazione Ing. Giovanni Lucchese premia l’eccellenza con un occhio rivolto al futuro. Ieri gli spazi di Florim Gallery hanno ospitato la XXXVI edizione del Premio Lucchese, iniziativa che ricorda l’ing. Giovanni Lucchese (fondatore di Floor Gres e padre dell’attuale presidente di Florim Claudio Lucchese) tramite l’assegnazione di borse di studio a giovani meritevoli.
I protagonisti di questa edizione sono stati sette studenti dell’istituto Volta di Sassuolo che la scorsa estate hanno terminato il loro percorso di studi nella scuola superiore superando l’esame di maturità con il massimo dei voti. In particolare, i giovani premiati, che hanno tutti ottenuto una votazione di 100 su 100, sono – indicati in ordine come in foto – Margherita Nicolini, Simone Mascitti, Alessandro Rossi, Silvia Casolari, Ines Trumshi, Thomas Stifanelli e Matilde Borghi: quest’ultima ha ottenuto anche la Lode. «Credo sia sempre bello essere in mezzo a tanti giovani – ha detto il presidente di Florim Claudio Lucchese a margine dell’evento –. Questa è una manifestazione che va avanti da 36 anni, mio padre è morto 39 anni fa, quindi in sua memoria viene organizzata questa iniziativa e penso sia una bella tradizione che deve continuare».
All’evento di ieri mattina, condotto dal giornalista Leo Turrini, sono intervenuti la dirigente dell’IIS A. Volta Sabrina Paganelli e Paolo Zannini, vicepresidente della Società Ceramica Italiana (la quale collabora all’organizzazione del premio). Oltre che un momento per premiare i giovani che si sono distinti, la cerimonia di ieri è stata anche un’occasione per riflettere sul concetto di “Phygital”, esperienza ibrida che nasce dalla coesione dei mondi fisico e digitale, nonché tema sul quale il conduttore Leo Turrini ha invitato a ragionare gli studenti delle classi IV, presenti in sala. Sono stati poi proiettati alcuni video tramite i quali i ragazzi hanno riportato le proprie riflessioni su come l’esperienza Phygital trasformerà i mestieri di domani.
«L’idea è quella di far cimentare i ragazzi su quello che è il futuro che aspetta loro, il loro lavoro, quello che oggi magari è ancora da pianificare – ha affermato la dirigente scolastica Sabrina Paganelli – . La sfida è proprio questa, anche perché l’intelligenza artificiale, così come il Phygital e in generale la comunicazione sono una fascia di competenze che riguarda i ragazzi. Sono loro i protagonisti, quindi devono capire come lavorare e creare il proprio futuro attraverso gli strumenti che adesso abbiamo ed in parte lasciamo loro da gestire».l
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