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L’assemblea

Raccolta differenziata a Modena - Arrabbiati e delusi: «Lasciamo i sacchi davanti al Comune»

di Gabriele Canovi
Raccolta differenziata a Modena - Arrabbiati e delusi: «Lasciamo i sacchi davanti al Comune»

Erano un centinaio nel gruppo “no porta a porta”

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MODENA  Oltre novanta persone – qualcuno addirittura è dovuto restare in piedi – e numero che è cresciuto con il passare della serata. Tre le forze politiche ad organizzare e tanti interventi dei cittadini, tutti con un comune denominatore: la rabbia. Rabbia per una raccolta rifiuti che «non funziona» e che va «immediatamente ripensata perché in ballo c’è la nostra vita, la nostra quotidianità». «Lasciamo i sacchi davanti al municipio o davanti a casa di Muzzarelli», esclama una residente dopo aver preso il microfono guadagnandosi segni di approvazione dalla sala. Quella sala civica – in via Maria Curie al Villaggio Giardino – che ieri sera era gremita per la “controassemblea” indetta dal Movimento 5 Stelle, Modena Volta Pagina e da Unione Popolare, una sorta di gruppo “no porta a porta”. Per capire il fil rouge dell’incontro bastava ascoltare le prime parole, quelle di Claudio Tonelli di Modena Volta Pagina: «Noi crediamo nella partecipazione dei cittadini e che questi debbano essere ascoltati quando si decide di cambiare qualcosa come la raccolta rifiuti, qualcosa che cambia l’organizzazione della nostra vita e l’impatto che la città ha sul territorio». Pronti via una stoccata all’amministrazione, per poi lasciare spazio una digressione sulle raccolte firme pro Assange, contro la guerra in Ucraina e l’invio delle armi e anche la caccia. Parentesi sui banchetti a parte, quello su cui Tonelli, Giovanni Silingardi (M5S) ed Elena Govoni (Unione Popolare) si concentrano sono gli errori fatti dala coppia amministrazione comunale–Hera: «Su tutti – dice Govoni – aver dato informazioni inesatte e parziali. In altri comuni sono stati organizzati cicli di incontri dalla durata di un anno, qui il porta a porta è stato fatto calare dal cielo e il sindaco dà pure del “cialtrone” a chi non rispetta le regole. Poi c’è il tema del servizio di raccolta sottodimensionato, di una frequenza di raccolta troppo bassa e di una manutenzione delle strutture carente. È una follia pura continuare così, serve fermare la raccolta, ripensarla e spiegarla ai cittadini». «A me non pare che Hera abbia interesse a ridurre rifiuti indifferenziati – dice Govoni – Hera gestisce anche smaltimento e incenerimento». «L’amministrazione deve tirargli le orecchie – chiosa Silingardi – “Sentiti i comuni interessati si possono modificare gli standard prestazionali se emergono necessità specifiche”: c’è scritto nel contratto che hanno firmato, perché non farlo?». l

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