Bretella Campogalliano-Sassuolo «Nessuno stop, si rivedono i costi»
Il sottosegretario Baruffi: «È in corso una procedura di riequilibrio finanziario»
La Bretella Campogalliano-Sassuolo continua a far discutere. E soprattutto dividere, anche gli schieramenti politici di sinistra.
Se ne è parlato ieri in Regione, dove Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde, ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti in merito alla richiesta della società Autocs (quella che deve realizzare la strada) di bloccare l’inizio dei lavori di realizzazione; ha chiesto inoltre quale sarà lo sviluppo del sistema ferroviario in zona.
Rispondendo ai quesiti posti, il sottosegretario alla Presidenza della giunta Davide Baruffi ha chiarito che «la giunta non è a conoscenza di alcuna richiesta di sospensiva da parte di Autocs Spa. Al momento è in corso una procedura di riequilibrio finanziario dell'opera avviata dalla società concessionaria e viene smentito da Autobrennero, socio unico di Autocs Spa che è il concessionario dell’infrastruttura, che la partenza dei lavori sia legata al rinnovo della concessione per l'Autobrennero».
Baruffi ha poi confermato l'attenzione della Regione sia per la Campogalliano-Sassuolo che per il potenziamento della rete ferroviaria. «Per la giunta – conclude il sottosegretario – l’infrastruttura autostradale è cruciale per decongestionare la viabilità ordinaria dal traffico pesante legato alla produzione ceramica e connettere la zona con le piattaforme logistiche del territorio. Ricordiamo infine come la Campogalliano-Sassuolo abbia già positivamente ottenuto la Valutazione di Impatto Ambientale (Via) e siano allo studio modifiche del tracciato per non interessare il terminal ferroviario di Marzaglia. Il potenziamento ferroviario, infine, sarà strategico e verterà a far scorrere le merci in sede propria a vantaggio dei convogli passeggeri sulla linea Reggio-Sassuolo».
Uno dei timori dei Verdi, infatti, è che lo sviluppo della Bretella limiti l’uso dello Scalo Merci di Marzaglia.
«Le uniche notizie positive – spiega Zamboni – sono che la Regione continua a sostenere l’importanza del collegamento ferroviario dedicato al traffico merci tra il nuovo scalo di Marzaglia e quello di Dinazzano e la revisione progettuale del terminal ferroviario di Cittanova-Marzaglia per garantirne la funzionalità».
Per il resto Zamboni è del tutto insoddisfatta: «Condivido le preoccupazioni espresse dai comitati di cittadini e dalle associazioni ambientaliste che da anni propongono il potenziamento della mobilità sostenibile delle merci e delle persone nell’area del distretto delle ceramiche al posto della Bretella. Le politiche dei trasporti adottate da anni da Svizzera e Austria con l’obiettivo di spostare dalla gomma al ferro il traffico merci che attraversa i loro territori rendono più che mai strategici anche nella nostra regione gli investimenti a favore del trasporto merci ferroviario e dovrebbero quindi indurre a ripensare le politiche trasportistiche dell’Emilia-Romagna che riguardano la viabilità collegata al distretto delle ceramiche modenese». È bene ricordare, inoltre, che il tracciato della bretella «correndo a ridosso dell’alveo del fiume Secchia, comporta ulteriori implicazioni di natura ambientale, come il rischio di inquinamento delle falde e il consumo di suolo in aree esondabili».l
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