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Imu e Tari, che stangata a Sestola: «Valori anche il doppio di Cortina»

Imu e Tari, che stangata a Sestola: «Valori anche il doppio di Cortina»

La consigliera Bastai: «Aliquote fuori dai parametri realistici di mercato»

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Sestola «A Sestola le aliquote Imu sono ormai il doppio di quelle di Cortina. E come se non bastasse, c’è una tassa sui rifiuti, la Tari, giunta ormai a livelli insostenibili».

È il paradosso contabile del Comune appenninico, e non delle Alpi, denunciato dalla consigliera di opposizione Sabrina Bastai, numeri alla mano, dopo le ultime approvazioni. Nello specifico, l’Imu sull’abitazione principale (categorie A/1, A/8 e A/9) a Sestola è arrivata al 5 per mille, mentre a Cortina è al 2,8. Negli altri immobili C/1 (negozi), C/3 (laboratori), A/10 (uffici) e A/11 (rifugi) l’imposta è al 10,5 per mille contro il 5,1 di Cortina. Nei fabbricati di categoria D (attività produttive) a Sestola siamo al 10,5 per mille mentre a Cortina all’8,1. Nei fabbricati A/1 (case signorili) e A/9 (palazzi) concessi in comodato gratuito ai parenti, a Sestola l’Imu è al 7,6 per mille, mentre a Cortina allo 0 per mille.

«Oltre ad applicare aliquote altissime, il Comune di Sestola utilizza valori per le aree edificabili fuori da ogni parametro realistico di mercato – osserva la Bastai – valori teorici e superati dai tempi. Questo anche in conseguenza della politica urbanistica voluta dalla precedente amministrazione, che ha mantenuto inalterato un Psc sovradimensionato, senza capacità di governare la politica del territorio in tempi in cui, con le opportune scelte guidate da competenza oltre che da semplice buonsenso per un credibile progetto paese, si sarebbe evitata questa catastrofe con anni di anticipo».

Il riferimento è al fatto che con la prossima approvazione del nuovo Pug molte aree oggi edificabili torneranno a destinazione agricola «con buona pace chi ha pagato l'Imu in questi anni e sarà costretto dalla legge a pagarla per chissà quanti anni ancora».

Quanto alla Tari, il regolamento approvato secondo la Bastai «contiene criteri assurdi, come la riduzione se il cassonetto è a meno di 300 metri dall’abitazione, confermando invece parametri che portano le abitazioni delle frazioni, prive di alcun servizio reale, a pagare come in centro storico. Il tutto con un costo annuo del servizio di quasi un milione. Ma a fronte di cosa? Il 90% delle abitazioni sono seconde case, abitate poche settimane all'anno. Ma che immagine diamo rispetto a quanti hanno scelto Sestola per il loro secondo luogo di residenza mantenendo tariffe di questo genere senza offrire reali servizi?».

«Alle mie richieste di chiarimenti – nota la Bastai – le risposte sono state, come sempre, vaghe e inconsistenti, se non addirittura assenti. D’altra parte, cosa ci si può attendere da una maggioranza che trama, in stile “Idi di Marzo” in salsa sestolese, una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Magnani? Perché questa è la realtà e il reale problema di Sestola: essere amministrati da un gruppo diviso al suo interno, tra chi medita il ritorno in pompa magna e chi conserva l'incarico con improbabili equilibrismi. E in mezzo a questa paralisi c’è il paese». l

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