Manifattura Tabacchi a rilento: tre alloggi venduti, 22 “bloccati”
La situazione Dopo anni qualcosa si muove Da ieri aumentati gli abitanti del complesso
i Carlo Gregori
Dopo tanti anni qualcosa si muove alla Manifattura Tabacchi. Ieri tre nuovi proprietari hanno ricevuto le chiavi dei loro nuovi appartamenti. Si tratta però di un caso per ora unico. Dei venticinque che in marzo dovevano andare a rogito solo loro sono riusciti a passare la cruna dell’ago prima che si fermasse di nuovo la procedura per via ulteriori intoppi burocratici legati a permessi e vincoli monumentali del complesso restaurato. Per gli altri acquirenti già in parola – se la pratica è stata accolta, andranno sicuramente rogito – se ne parlerà in autunno. L’arrivo dei nuovi residenti porta a circa venti gli appartamenti occupati su un totale di settanta. Anche se non sono molti più di prima, i nuovi arrivi contribuiscono ad alleggerire il carico delle spese condominiali finora pesanti per i pochi abitanti di un complesso di 14mila metri quadrati.
Le vendite di Cdp Immobiliare per ora sono sospese. Non però le offerte di altri appartamenti: la pubblicità è esposta nella bacheca all’ingresso sotto l’arco di via Sant’Orsola. I prezzi sono variabili da 300mila a più di 500 mila per appartamento (tutti oltre i 100 metri quadrati). Prezzi che richiedono un ingente sforzo finanziario ma che per ora devono superare altri scogli. Resta infatti da definire con chiarezza la questione dei vincoli all’edificio storico (un opificio di duecento anni fa che rappresenta sicuramente uno dei “monumenti industriali” meglio conservati). Sulle procedure di vendita ad opera di Cdp Immobiliare Srl (di Fintecna, ex Cassa Depositi e Prestiti) la Soprintendenza di Macerata ha avuto da dire, ritenendo non conforme la documentazione. Siccome il complesso è sotto tutela, è stata invocata la necessità di un visto del Ministero dei Beni Culturali. Recentemente l’Avvocatura di Stato ha imposto una nuova procedura a Cdp per rispettare la documentazione obbligatoria in caso di alienazione. E siccome in marzo erano già state avviate le 25 vendite, questa procedura le ha congelate. Ecco perché, i tre dei 25 proprietari che erano già riusciti a portare a termine la pratica del rogito, ieri hanno ricevuto le chiavi di casa e gli altri no: questi, se le offerte sono state accettate, andranno sicuramente a rogito, fanno sapere da Roma, ma dovranno aspettare che questa nuova trafila burocratica arrivi a compimento. Il Complesso A, quello in questione, non è però terminato. Da quando nel 2018 Cdp ha rilevato il 100% delle quote di proprietà della ex Manifattura dall’allora Quadrifoglio Modena Spa, arrivata a fallimento, l’impegno per portare a termine i lavori aveva comportato 30 milioni di preventivo spese. Che ora, con gli aumenti dei costi di materiali dell’anno scorso, sarà sicuramente da “ritoccare”. Intanto restano al grezzo tutti gli spazi al piano terra destinati a uffici e attività commerciali: dal civico 27 in poi, nessuno è occupato. Dalla parte opposta, il Complesso B, la cosiddetta “stecca”, da una decina di anni è coperto da un’impalcatura senza che nessuno ci lavori. È blindato per evitare intrusi mentre il degrado avanza. Nel frattempo, da quattro anni si discute di farne la nuova sede della “Cittadella Giudiziaria”. Recentemente è stato mostrato in pubblico il disegno di un progetto ma non c’è nulla di certo, tanto meno i tempi. Infine, il fronte su viale Monte Kosica. Oltre alla Farmacia San Giorgio, c’è lo spazio ex Mata, una galleria espositiva voluta dalla Giunta Muzzarelli costata 300mila euro di affitto per poche mostre e ora vuota. II vicinato spiega che è al cento di un progetto per farne un Conad per il vicinato, un supermercato da 500 metri quadrati. Anche in questo caso è presto per mettere un punto fermo. Insomma, l’ex Manifattura Tabacchi resta ancora sospesa in una nube di incertezze nella speranza che, anche se alla chetichella, si riempia di nuovi residenti come avvenuto ieri. l
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