Se n’è andato Amos Giovanardi guardia di Togliatti e Berlinguer
Aveva 91 anni. A Carpi è stato autista per Losi, Campedelli e Cigarini
i Daniele Montanari
Ha avuto una vita in alcune fasi quasi da film, per i rischi che ha corso. E non si è mai tirato indietro, mosso da ideali che per lui valevano più di ogni altra cosa.
Si è spento ieri alle 15 nella sua casa di Carpi, minato ormai nel fisico dai suoi 91 anni, Amos Giovanardi, uno degli ultimi comunisti di una volta, che abbinava partito ed etica, tanto da essere stato scelto da Palmiro Togliatti prima, e da Enrico Berlinguer dopo, come guardia del corpo in anni di fortissime tensioni. Ma è stato anche l’autista storico dei sindaci di Carpi Bruno Losi, Onorio Campedelli e Werther Cigarini. Con lui se ne va a tutti gli effetti un pezzo di grande storia carpigiana. Domani alle 15.30, nella Terracielo Funeral Home di Carpi (via Lenin 9) l’ultimo saluto in forma civile, seguito dalle onoranze di Gianni Gibellini, con la presenza anche della banda. Poi la salma proseguirà per l’Ara crematoria. Lascia la moglie Laura, le figlie Nadia e Simona, i nipoti e gli altri parenti.
Amos dal 1952 al 1958 fu scelto dal Pci quale guardia e autista del leader Togliatti. Di giorno guidava la seconda auto di scorta, di sera dormiva a casa sua, in un appartamentino a piano terra. Dopo ritornò a Carpi, ma nel febbraio 1978 fu richiamato di nuovo a Roma negli anni di piombo (assieme ad Alberto Marani di Fossoli) quale persona fidatissima con cui rafforzare la scorta del segretario. Tra gli episodi che trasudano storia, quella sera del 16 febbraio 1978, quando Amos portò Berlinguer segretamente a casa di Moro: fu l’ultimo incontro tra i due leader prima del rapimento e l’uccisione del presidente Dc.
Ma anche nella storia carpigiana Amos ha saputo ritagliarsi un posto con il suo spessore e la sua umanità. «È stato autista di mio padre – lo ricorda l’ex sindaco Enrico Campedelli – sempre molto impegnato e appassionato, attento ai dettagli ma anche umano: ricordo quando mi chiamava e si metteva a chiacchierare con un bimbo come me». Werther Cigarini è l’unico sindaco ancora in vita ad averlo avuto come autista: «Molto professionale e molto simpatico – sottolinea – era una persona con cui si creava subito empatia, un amico vero. Molto impegnato nel volontariato e nel sociale, legatissimo alla città e carpigiano nel profondo. Quando dovevo andare a Roma, lui era l’autista perfetto, che si muoveva con una disinvoltura incredibile nel traffico della grande città, rendendo tutto più facile. Volevo andarlo a trovare in questi giorni, non ho fatto in tempo a dargli l’ultimo saluto e mi dispiace profondamente. Ciao Amos, e grazie per tutto quello che hai dato».
Un caro ricordo anche dall’attuale sindaco Alberto Bellelli: «Avevo 6 anni la prima volta che mi hai preso sulle ginocchia mentre con il nonno e gli amici dell’Anpi andammo a Roma in gita. Un uomo grande, alto e col sorriso sempre pronto ad accoglierti. Da bambino mi ci perdevo nelle tue braccia mentre orgoglioso ci accompagnavi come capo delegazione per la prima volta accolti al palazzo del Quirinale. Mi mancherai tanto Amos, ma se chiudo gli occhi la stretta delle tue braccia mi sembra di sentirla anche ora».
«Ci ha raccontato tanti aneddoti sugli anni a Roma – chiosa la figlia Simona – ne è sempre stato fierissimo. Ha fatto tanti sacrifici, ma davanti a tutto ha sempre messo un ideale profondo: il bene comune».l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
