Applausi e lacrime alla prima sui soldati che portarono la libertà
Il regista: «Una storia straordinaria»
Montese Si chiama Mountainmen ed è la miniserie girata sull’Appennino tosco-emiliano che ripercorre le battaglie combattute dalla 10th Mountain Division, prima e unica divisione di alpini dell’esercito americano, contro i nemici tedeschi durante l'inverno e la primavera 1945, nelle ultime e decisive battute della seconda guerra mondiale.
Ieri a Montese, luogo simbolo della linea gotica dove sono ambientate parte delle riprese (Iola fu liberata proprio dalla 10th Division), sala gremita per la prima in lingua italiana dell’opera diretta da Luciano La Valle, regista fiorentino ventenne. La voce narrante dei quattro episodi, di circa mezz’ora ciascuno, è quella di Edward “Nick” Nickelson, membro della divisione nonché protagonista della serie, di cui, alla fine del quarto ed ultimo episodio, appare anche una breve intervista rilasciata qualche anno fa.
Partendo dall’Appennino toscano, i giovani componenti della Decima Divisione risalgono fino al modenese, toccando Montese e zone limitrofe durante il terzo episodio. Le sanguinose battaglie contro i tedeschi, le perdite struggenti, ma anche i momenti più leggeri di amicizia tra i militari, sono state ricreate partendo da fatti realmente accaduti e dalle testimonianze dei sopravvissuti, tra cui lo stesso Nickelson, come ricordano i produttori Guglielmo Mattiello e Andrea e Giuliano Gandolfi, supportati anche dal gruppo culturale “Il Trebbo” di Montese, e dai comuni di Castel D’Aiano, Montese, Gaggio Montano e San Marco Piteglio.
Numerosi gli spettatori, arrivati anche da lontano, ieri pomeriggio presso la sala Monsignor Dallari, per quella che è stata la prima in lingua italiana, dopo l’esordio sul grande schermo della versione doppiata in inglese della scorsa settimana. Tanti gli applausi e anche la commozione sul finale, quando dal pubblico una delle attrici ha salutato il pubblico in sala. Il suo era un ruolo non casuale: quello di Mariarosa, giovane dell’Appennino realmente vissuta, che ebbe una relazione con uno dei soldati, poi morto sul campo di battaglia. «Sono arrivato su questa storia un po’ per caso – racconta il regista Luciano La Valle – da grande appassionato di storia mi sono imbattuto in questa 10th Mountain Division, non la conoscevo, così mi ha incuriosito e ho approfondito. Poi mi è scattata la scintilla, era il 2016, e ho deciso di iniziare a reperire più informazioni possibili e a documentarmi su questa impresa straordinaria. Dopo aver messo insieme i pezzi del puzzle, abbiamo iniziato le riprese nel 2022 e sabato scorso, con molta soddisfazione, abbiamo presentato l’opera davanti ai 122 discendenti e al console generale degli Stati Uniti a Firenze e l’addetto militare presso l’Ambasciata brasiliana di Roma».
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