Modena. Allarme nitrati, scattano i controlli. Il Consiglio: «Sì, vanno intensificati»
Approvata la richiesta di Manenti (M5S): «Poi Arpae verifichi i pozzi privati»
«Intensificare il monitoraggio dei pozzi» e, in particolare, «estendere i controlli anche a quelli dei privati che presentano anomalie». Parliamo dell’allarme nitrati, sollevato, o meglio risollevato, dal Movimento 5 Stelle e dalla consigliera Enrica Manenti: ecco, il consiglio comunale ha approvato l’ordine del giorno da lei proposto chiedendo esplicitamente ad Arpae di aumentare il controllo dei pozzi nell’area di Marzaglia e sugli sversamenti dei liquami.
Il documento ha ottenuto il voto a favore di tutti gli schieramenti politici che siedono in Consiglio, tranne quello di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia (astenuti). L’ordine del giorno, inoltre, chiede all’amministrazione, in sintonia con gli impegni per la riduzione della Co2 già presenti nel Pug, di attuare ogni azione per ridurre l’emissione in atmosfera di sostanze climalteranti come l’ammoniaca e di realizzare politiche di contrasto all’inquinamento delle acque sotterranee. I pentastellati hanno sottolineato come l’area di Marzaglia sia «particolarmente importante per l’agricoltura sostenibile e per il rifornimento idrico dell’acquedotto di Modena», nonché «zona vulnerabile ai nitrati la cui presenza nelle acque è causata prevalentemente dall’attività agricola e in particolare dai fertilizzanti e dagli sversamenti dei liquami». Nel documento, inoltre, si fa riferimento anche ai pozzi privati che non sono collegati all'acquedotto comunale e dai quali non può essere pescata acqua per uso potabile ma solo per usi diversi come l'irrigazione. Qui i Cinquestelle hanno riportato i numeri anticipati alla Gazzetta una settimana fa: dodici pozzi privati su 15 presentano una quantità di nitrati nell’acqua superiore al limite di legge che è di 50 milligrammi per litro.
L’ordine del giorno ricorda anche che Arpae effettua due controlli all’anno sulle acque di falda, uno in primavera e uno in autunno, e che, in base agli ultimi dati disponibili, il livello dei nitrati riscontrato nei pozzi in area pubblica controllati è di circa 26 milligrammi per litro «quindi abbondantemente al di sotto dei limiti di legge». Chiede però, appunto, di «aumentare il numero dei controlli effettuati ogni anno, almeno uno a stagione, e di ampliarne il raggio comprendendo anche i pozzi che segnalano anomalie e non solo il “pozzo guida”».
Aprendo il dibattito Antonio Carpentieri (Pd) ha affermato che «l’acqua dell’acquedotto di Modena è potabile e assolutamente rispettosa dei parametri dei nitrati, poiché controllata dagli enti preposti». Il capogruppo ha quindi puntualizzato che «la vulnerabilità ai nitrati è un fenomeno circoscritto a pozzi privati tra Marzaglia e Corletto, comunque da monitorare». Carpentieri ha infatti argomentato che «sarebbe opportuno che Arpae si interessasse: è una richiesta politica eccezionale perché l’ente non dovrebbe occuparsi di pozzi privati». «Sappiamo che l’acqua di Modena è sicura e i parametri dei nitrati rientrano nei limiti di legge – ha puntualizzato Enrica Manenti (M5S) – Occorre però monitorare i pozzi privati la cui acqua presenta anomalie, poiché sono collocati vicino ai pozzi che riforniscono l’acquedotto di Modena. I dati ricavati dalle analisi dei privati ci inquietano: sappiamo infatti che tra i pozzi non ci sono dei confini netti e che la ghiaia che caratterizza il nostro territorio può favorire la contaminazione. Ma attenzione: l’approccio corretto è quello di estendere i controlli di Arpae anche a questi pozzi privati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
