«Sanità pubblica in grave crisi per i tagli»
La denuncia della Cgil, che sabato 24 giugno sarà a Roma per manifestare
Mirandola L’assemblea territoriale confederale della Cgil dell’Area Nord modenese, composta da 65 tra delegati aziendali e attivisti, si è riunita venerdì per fare il punto sulla sanità pubblica nel territorio.
Il quadro che ne esce, descritto da chi deve rivolgersi al medico di famiglia, chi deve prenotare visite specialistiche, chi opera nelle strutture sanitarie e chi si è interfacciato con i dirigenti sanitari nei Comitati consultivi misti, è di una situazione di grave crisi.
I motivi sono vari, spiega in una nota la Cgil: «I tagli alla spesa sanitaria nazionale, che l’ultimo Documento di programmazione economica porterà al 6,2% del Pil (contro la media europea del 7,9%) e il mancato trasferimento dallo Stato alla Regione delle spese-Covid, stanno provocando un progressivo depauperamento del servizio sanitario pubblico in tutti i territori, compresa la Bassa; la mancata programmazione del fabbisogno di medici, infermieri e personale socio-sanitario, poi, sta accelerando la chiusura dei reparti, come il punto nascite di Mirandola, e il crollo della presenza dei medici di medicina generale sul territorio».
Inoltre, sottolinea la Cgil, «gli stanziamenti previsti sul territorio (circa 30 milioni dalla Regione più 3,6 milioni dal Pnrr) sembrano prevalentemente destinati alla manutenzione e all’ammodernamento più che alla qualificazione e alla specializzazione delle strutture, come l’ospedale di Mirandola; stanno avanzando le strutture “territoriali” (Case di comunità, Centrali operative territoriali, ecc.), ma permane un grosso problema di ritardi nella loro realizzazione (ad esempio la Casa di comunità di Finale, l’Hospice di San Possidonio, ecc.) e c’è il rischio che non ci sia personale qualificato a sufficienza per farle funzionare. C’è inoltre il rischio, come in altre regioni, che le strutture vengano costruite con i fondi pubblici, ma che poi vengano occupate da centri medici privati».
«La prospettiva per il territorio – dichiarano Marco Bottura, coordinatore Cgil Area Nord, e Massimo Tassinari, coordinatore sindacato pensionati Spi-Cgil Area Nord modenese – è avere da una parte una sanità pubblica sempre più in difficoltà a garantire i livelli essenziali di assistenza e, dall’altra parte, una sanità privata che lentamente va in sostituzione dei servizi di specialistica e di prevenzione, ma con le logiche di mercato, cioè concentrandosi sulle aree redditizie e offrendo servizi a chi può permetterseli».
Sul territorio Cgil e Spi dell’Area Nord modenese rivendicano la garanzia degli investimenti per il personale e, in particolare, sottolineano come l’ospedale di Mirandola deve essere al centro della rete assistenziale della Bassa modenese con investimenti in tecnologie, strutture e personale a livello degli altri ospedali.
Sabato la Cgil, insieme ad altre 60 associazioni di volontariato, sarà a Roma per manifestare contro i tagli alla spesa sanitaria e la privatizzazione del sistema sanitario, a favore di una sanità pubblica universale e gratuita per tutti.
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