Gazzetta di Modena

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Il delitto di Concordia

Alice, finite le ricerche nei laghi: «La Procura segue solo una strada»

Stefania Piscitello
Alice, finite le ricerche nei laghi: «La Procura segue solo una strada»

Nessuna traccia è emersa dai bacini d’acqua a Fossa, e i sommozzatori se ne vanno La richiesta di cercare sotto la fuliggine e la terra bruciata non ha avuto risposta

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Modena  «La Procura sta procedendo con la cosiddetta "visione a tunnel", cioè cercando solo ciò che conferma le loro convinzioni». È, questa, la contestazione che l’avvocato Eolo Alessandro Magni che con lo studio Ingroia tutela Nicholas Negrini, il marito di Alice Neri, muove dopo che ieri si sono concluse le ricerche nei laghetti di Fossa di Concordia. Lì, dove il 18 novembre scorso la macchina di Alice Neri, 32enne residente a Rami di Ravarino, è stata trovata data alle fiamme con il corpo di lei carbonizzato all’interno, i carabinieri sommozzatori da Roma hanno setacciato le acque dei due laghetti . Lo hanno fatto per cercare, prima di tutto, il cellulare della giovane vittima per il cui omicidio attualmente si trova in carcere Mohamed Gaaloul, 29enne tunisino principale sospettato per questo delitto.


«Hanno limitato la ricerca ai laghetti – sottolinea ancora l’avvocato Magni – e non hanno trovato nulla. La nostra richiesta di setacciare il terreno è rimasta lettera morta». Sì, perché, come ha spiegato nei giorni scorsi lo stesso Magni, era stata avanzata la richiesta di ispezionare in modo approfondito anche lo “spiazzo” in mezzo alla campagna su cui l’auto della 32enne è stata data alle fiamme.

Quello spazio che nei primi giorni è stato delimitato per consentire tutti i rilievi ma su cui, in questi mesi, certamente si sono recate numerose persone, anche solo per portare un saluto e un mazzo di fiori in memoria di una giovane vitta spezzata così presto. Da quell’area, nei mesi scorsi a più riprese sono stati prelevati numerosi reperti che sono attualmente al centro dell’incidente probatorio che si sta svolgendo in Tribunale. C’è comunque da chiedersi cosa possa ancora essere rimasto a distanza di tutto questo tempo, in quell’area. Mesi in cui sul terreno si sono alternate varie persone e su cui si sono abbattute anche piogge abbondanti. Una delle ipotesi dagli avvocati che invocano ricerche anche lì è che la fuliggine abbia formato uno spessore andando a coprire eventuali oggetti utili alle indagini. Quel che è certo comunque è che le ricerche dei sommozzatori non hanno portato ulteriori indizi: né il cellulare, né la collanina o le chiavi dell’auto che pure mancano all’appello, sono stati trovati. Come non è stato trovato nessun altro oggetto legato all’efferato delitto.

Resta da capire se, nei prossimi giorni, verranno disposte altre ricerche fuori dai bacini d’acqua in quelle campagne di Fossa di Concordia, all’altezza di via Griffona. Per l’omicidio di Alice Neri è in carcere Mohamed Gaaloul, 29enne tunisino principale sospettato, assistito dall’avvocato Roberto Ghini; restano tuttora indagati il marito della 32enne, Nicholas Negrini e il collega con cui la donna ha trascorso la serata tra il 17 e il 18 novembre allo Smart Cafè di Concordia, difeso invece dagli avvocati Matteo De Sanctis e Roberta Sofia.La famiglia di Neri è assistita dall’avvocato Cosimo Zaccaria. Era il 18 novembre quando l’auto carbonizzata di Alice Neri, madre di una bimba di quattro anni, è stata trovata in quelle campagne isolate di Fossa con il corpo di lei nel bagagliaio.

Sono immediatamente scattate indagini da parte del Nucleo investigativo dei carabinieri di Modena che nelle settimane successive hanno portato all’arresto di Mohamed Gaaloul che, nel frattempo, si era allontanato dalla frazione di Vallalta, in cui abitava, per recarsi all’estero. E proprio all’estero, in Francia, il 29enne è stato arresto. A luglio in tribunale si svolgerà un altro incidente probatorio. Nel corso dell’ultimo era emerso come il chip trovato nelle campagne non appartenesse al cellulare della giovane vittima, ma alla sua vettura. Da qui, le ricerche dello smartphone, che ancora manca all’appello.l


 

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