Carpi, omicidio Claudia Lepore: trent’anni a “El Chino”
A Santo Domingo inflitta la pena massima all'artigiano ritenuto autore dell'assassinio
Due anni e mezzo dopo il delitto, dalla Repubblica Domenicana arriva l’attesa sentenza per l’omicidio della barista carpigiana Claudia Lepore: l’assassino, dicono i giudici, è stato uno solo. “El Chino”, l’artigiano 48enne che svolgeva lavoretti per la vittima, è stato così condannato alla pena massima per l’omicidio della 59enne, dal 2009 residente sull’isola caraibica e titolare di un famoso locale al mare e di un b&b: il 21 gennaio 2021 è stata trovata strangolata e priva di vita all’interno del frigorifero della propria abitazione. La sentenza arriva dalla Corte Collegiale del Dipartimento di Giustizia di La Altagracia. “El Chino” è ritenuto l’autore materiale e per ora l’unico responsabile del crimine. I giudici hanno accolto integralmente il fascicolo accusatorio presentato dal pubblico ministero. La notizia arriva dal quotidiano dominicano “El Caribe”.
Le prove presentate dalla Procura dominicana sono state ritenute solide e adeguate alla pena massima. L'accusa sosteneva che Lantigua avesse formato un'associazione per delinquere: nel corso delle indagini, fino al loro proscioglimento, si era ipotizzato un patto scellerato tra l’artigiano, la modenese Ilaria Benati e il socio italiano Jacopo Capasso (questi ultimi due presunti mandanti) per uccidere Claudia nella sua residenza a Bávaro: lo scopo era mettere le mani sui beni dell’imprenditrice. Nell’udienza preliminare tenuta nel febbraio 2022, dopo sette rinvii consecutivi, si è però ritenuto che a processo per l’omicidio dovesse andare solo El Chino. Nel corso dell'udienza è stato accertato che Ilaria Benati e la vittima avevano una relazione sentimentale da diversi anni, mentre Capasso intratteneva rapporti d'affari con Claudia. Secondo un documento presentato, la vittima e la Benati avevano firmato un testamento che prevedeva in caso di morte di una i beni sarebbero andati a favore dell’altra, ma il testamento in questione non è mai stato trovato. Secondo il quotidiano “El Caribe”, al processo si è parlato dell’ipotesi investigativa che configurava la cospirazione con El Chino che avrebbe poi materialmente ucciso Claudia. El Chino, sicario e presunto socio del patto, commise realmente l'omicidio per un vantaggio economico rimasto indeterminato e per una proprietà nella zona di Bávaro. Sia la Benati che Capasso avevano un fascicolo aperto contro di loro per omicidio. In seguito, come detto, sono stati prosciolti e unico autore del delitto, per ideazione ed esecuzione, è rimasto Lantigua. l
