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Quelli che «la grandine non si scioglie» Ora i no-vax sono negazionisti del clima

Giovanni Balugani
Quelli che «la grandine non si scioglie» Ora i no-vax sono negazionisti del clima

Sui canali social della controinformazione la colpa del maltempo è «delle scie chimiche». E il surriscaldamento globale non esiste

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«La grandine non si scioglie. Ora spiegateci il perché. Ve lo diciamo noi il perché, contiene metalli rilasciati nel cielo con le scie chimiche degli aerei».

Il filone è sempre quello, una storia che si ripete. Abbandonato il tema del Covid, l’attenzione dei negazionisti ha virato con decisione sul clima e l’emergenza surriscaldamento. E il canovaccio che va ripetendosi è il medesimo, con la cosiddetta controinformazione che cerca di diffondere presunti dati e fantomatiche ricerche per dire che «no, non è vero che la terra si sta surriscaldando».

La grandine che nelle settimane scorse si è abbattuta su Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna è stata il pretesto perfetto. Un divulgatore scientifico ha riferito sui social network di aver preso la grandine – che dopo ore dall’evento non si scioglieva (a suo dire) – e averla portata in un laboratorio scientifico per sottoporla ad accurati test: ebbene, i risultati sono choccanti, metalli su metalli all’interno del ghiaccio (stranamente i metalli si trovavano anche nei vaccini...). I tanti seguaci che chiedevano di vedere i risultati delle analisi sono rimasti delusi. Ma c’è chi si è detto convinto: «Non mi importano i documenti, so che è così».

Dunque le analisi non comprovate sarebbero la certificazione che il pesantissimo maltempo delle ultime settimane sarebbe il risultato di una cospirazione internazionale portata avanti con aerei spia, in grado di rilasciare scie chimiche e causare la grandine.

Modena, in questo contesto, non è da meno. Gli stessi canali social che contestavano mascherine e vaccini contro il Covid, si sono tramutati in accentratori di notizie sul clima.

«Emergenza climatica? Parlateci della manipolazione del clima coperta da segreto militare. Il ministro della Difesa riferisca in Parlamento».

E poco importa che tutti i dati indichino il surriscaldamento avvenuto negli ultimi anni, anzi. Basta un inizio di agosto senza picchi di calore per certificare che «l’emergenza è una bufala».

In realtà, come si può leggere nell’articolo qui sopra, a Modena quello di quest’anno è stato il terzo luglio più caldo della storia, perché proprio come per il Covid la specialità dei divulgatori di bufale è prendere un caso e renderlo norma, infischiandosene del metodo scientifico. E quindi se un giorno di agosto non raggiunge i 35 gradi, significa che quella è la norma e tanto basta per lanciare l’amo. Un amo, a cui purtroppo, tanti abboccano. E si infuriano.

Sono decine sui canali social le foto del cielo con le scie chimiche che si susseguono: «Preparatevi – dice uno degli utenti dopo aver visto la foto – oggi ce ne saranno delle belle».

E se poi la giornata trascorre tranquilla tutto passa sotto silenzio. Basta aspettare il nuovo pretesto per far girare i link e accumulare clic... l

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