Modena. Caso Vannacci, Lega con Golinelli: «La “normalità” oggi fa paura»
E Salvini legittima la posizione del segretario modenese
Che la questione sia delicata è evidente, e a confermarlo sono anche i tanti telefoni dei dirigenti leghisti che squillano a vuoto. Del resto, a legittimare la posizione del segretario modenese è lo stesso Matteo Salvini, che dopo una telefonata «molto cordiale» con il generale ha detto di voler comprare un libro «che è stato additato come un pericolo». Al centro c’è il libro del generale Roberto Vannacci, fino a qualche giorno fa capo dell’Istituto geografico militare, e in particolare le posizioni omofobe, anti-migranti e anti-ambientaliste contenute nell’opera “Il mondo al contrario”. Ma soprattutto al centro c’è Guglielmo Golinelli, segretario provinciale della Lega modenese, che commentando le parole del generale sulla Gazzetta ha fatto notare che «se analizziamo il concetto di omosessualità dal punto di vista della natura e del diritto naturale, lo scopo di qualsiasi essere umano è riprodursi, dare continuità alla specie e costruire una famiglia. Dire che i gay vanno contro la natura non è una cosa insensata se consideriamo quanto detto sopra».
Parole che ieri hanno scatenato una bufera. Ma cosa pensa il resto del Carroccio modenese della posizione di Golinelli e del libro del generale? A dire la sua è il consigliere regionale sassolese Stefano Bargi: «Premesso che non ho letto il libro - commenta - la questione di base è che oggi la “normalità” sembra essere diventata il male assoluto, ma questo concetto non deve fare paura. Di fatto, pur con alcuni passaggi provocatori, il generale lancia alcuni messaggi che divergono dal “pensiero unico”, mentre la cosa meno sensata, in questa vicenda, è stata la decisione del ministro Crosetto». Ma cosa pensa il consigliere regionale del concetto di gay “contro natura” espresso da Golinelli? «Io credo che nessuno sia “contro natura” - fa sapere Bargi - ma che esista la “normalità”, per esempio quella secondo la quale gli italiani sono “normalmente” bianchi, e questo concetto non deve farci paura. Allo stesso modo, non diciamo nulla di male o di sbagliato se affermiamo che due uomini non possono fare un figlio, a parte la questione utero in affitto, sulla quale la posizione del partito è molto chiara. Detto questo - chiude - credo sia lecito vedere le cose in maniera diversa dal pensiero dominante, altrimenti abbiamo un problema di democrazia».
Ad acquistare il libro è stato invece Stefano Prampolini, ex candidato sindaco del Carroccio a Modena, oggi vicepresidente del Consiglio comunale: «Il libro è composto da 12 capitoli - spiega - e di fatto è una fotografia del nostro Paese, anche se oggi si parla solo di alcuni passaggi estrapolati dal testo. Detto questo, io condivido in massima parte i contenuti di un libro che propone una visione diversa di Paese». Più cauto Giovanni Bertoldi, capogruppo della Lega in Consiglio: «Ho appena iniziato a leggerlo - commenta - e trovo che in qualche passaggio vada un po’ oltre, ma credo che dipenda anche dall’approccio molto diretto che hanno i militari. Detto questo, non trovo che il pensiero del generale sia così discordante da quello degli italiani, e soprattutto trovo giusto che in democrazia si possa esprimere un’opinione lontana dal “pensiero unico”».
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