Gazzetta di Modena

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L'omicidio in corso Vittorio Emanuele

Modena. Dal cellulare della vittima la verità sulle coltellate fatali

Stefania Piscitello
Modena. Dal cellulare della vittima la verità sulle coltellate fatali<br>

Squadra Mobile vicina alla cattura dei due assassini del 20enne. Si tratterebbe di un regolamento di conti tra spacciatori nigeriani

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La polizia è sulle tracce dei due killer e potrebbe ormai essere vicina alla cattura. Determinante, per le indagini, sembra che sia stato il cellulare della vittima, il 20enne africano ucciso a coltellate domenica verso le 18 in corso Vittorio Emanuele II a Modena. Sono state acquisite anche le telecamere di videosorveglianza della zona, in particolare quelle del bar che si affaccia sulla scena del delitto: tuttavia le immagini non avrebbero restituito agli agenti elementi utili. Intanto si fa sempre più campo l’ipotesi relativa al movente: sembra che si sia trattato di un regolamento di conti tra spacciatori nigeriani, che nella zona in questione hanno da tempo una piazza di spaccio.

È una corsa contro il tempo per riuscire a braccare i due aggressori in fuga.

Uno lo teneva fermo, mentre l’altro estraeva un coltello e lo colpiva alla gola, alla schiena, ad un fianco. Per sette volte. È morto così il 20enne, lasciato agonizzante su corso Vittorio Emanuele II nel tardo pomeriggio di domenica, e spirato appena arrivato in ospedale a Baggiovara a causa delle terribili ferite inferte dagli aggressori.

Sul posto sono intervenute quattro Volanti della polizia di Stato e la Squadra Mobile si sta occupando del caso su cui verrà aperto un fascicolo per omicidio e che potrebbe essere vicino a una svolta.

E ora è caccia ai due aggressori: secondo quanto raccolto dai poliziotti delle primissime fasi dopo la brutale aggressione, sarebbe stato solo uno dei due uomini a sferrare quelle coltellate. I due sarebbero entrambi stranieri, così come la vittima, che aveva appena vent’anni. Nell’immediato gli agenti della Volante, arrivati sul posto con quattro pattuglie, hanno raccolto le testimonianze dei presenti. Quando uno di questi, ascoltato per oltre un’ora, ha fornito un identikit dettagliato dei due, dal posto si sono staccate due Volanti per iniziare quella che ha i contorni di una caccia all’uomo. Anzi, agli uomini. I due si sono infatti allontanati a piedi, sembra in direzione piazzale Natale Bruni, per poi fare perdere le proprie tracce. Da subito sono state setacciate le zone limitrofe, come le vie San Martino e Palestro. Senza alcun esito. Anche se ormai i due killer potrebbero avere le ore contate: la Squadra Mobile è ormai vicina alla loro individuazione. Ci sono, come detto, testimoni dell’omicidio. «Venti secondi di follia – così uno di loro ha raccontato nelle primissime fasi dopo l’accaduto - in cui il giovane è stato accoltellato sette volte. Un uomo aveva in mano il coltello, il complice aveva immobilizzato la vittima. Sono scappati entrambi. L’aggressione è iniziata sule strisce pedonali, proprio davanti all’Hotel Milano: il ragazzo ha accelerato il passo, i due hanno provato a strappargli il borsello e lui si è accasciato qualche metro più avanti, trascinandosi da terra con le gambe».

L’accoltellamento è avvenuto alla luce del sole, in un momento in cui in zona c’erano diverse persone e ieri, là dove il 20enne è stato lasciato agonizzante in una pozza di sangue, qualcuno ha portato dei fiori.

Ci sono alcune telecamere che sembravano puntare sulla scena del delitto, ma sembra che queste non abbiano fornito agli inquirenti informazioni utili. Al contrario del cellulare della vittima, che è stato sequestrato. Dall’analisi del dispositivo elettronico sarebbero emersi indizi utili per ricostruire l’accaduto, in particolare, sembrerebbe, dalle ultime chiamate e messaggi.

Fondamentale sarà anche la testimonianza dell’amico che era insieme alla vittima nel momento in cui è avvenuto l’agguato: sembra che il giovane sia riuscito a fuggire dall’aggressione, ma il suo racconto potrebbe fornire elementi importanti.

Restano, al momento, numerosi gli interrogativi. Vittima e aggressori si conoscevano? Un amico del 20enne – che risiedeva a Reggio – accorso sul luogo dell’omicidio, ha rivelato che il ragazzo aveva già subito un’aggressione la sera precedente. Da parte di chi, non è ancora stato chiarito. Al momento sono al vaglio tutte le piste, ma sembra emergere sempre più quella del regolamento di conti, che si inserisce nel sottobosco dello spaccio.

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