Porta a porta, modenesi scatenati: «Imitiamo la Riviera sui rifiuti...»
Oltre 400 i suggerimenti spediti alla Gazzetta per migliorare il servizio: dall’esempio della Romagna ai sacchi da acquistare in edicole e tabaccherie
La Gazzetta chiama, la città risponde. Sono oltre 400 i pensieri che ci sono arrivati: oltre 400 modenesi che hanno scelto di impiegare parte del loro tempo, tra un caffè e una riunione a lavoro, per dire la propria sul tema della raccolta rifiuti porta a porta. Suggerimenti, critiche e proposte che avevamo chiesto e abbiamo ricevuto e che, ora, riportiamo qui sul giornale con l’obiettivo, appunto, di farle arrivare al sindaco Muzzarelli e al Comune. Ma non temete: l’iniziativa targata Gazzetta va avanti anche nei prossimi giorni e avete ancora tempo di dire la vostra. Le modalità rimangono le stesse: via mail all’indirizzo cronaca.mo@gazzettadimodena.it o sui nostri profili Instagram e Facebook, sia nei direct che nella sezione commenti sotto la card dedicata al tema (la stessa che vedete sopra al titolo).
L’esempio della Romagna
Il modenese Andrea Lugli ci scrive via mail e lancia un interessante spunto guardando alla Riviera romagnola: «Personalmente, sono d’accordo con una raccolta differenziata il più rigorosa possibile, però visto la mole di rifiuti di plastica e di carta che ogni settimana produciamo, consiglierei al sindaco di adottare il metodo della raccolta porta a porta della Riviera. Porto ad esempio Cesenatico – è sempre Hera a gestire il servizio – dove sono rimasti i cassonetti per la raccolta di plastica, carta, vetro e potature e passano settimanalmente per la raccolta dell’indifferenziato e dell’umido con i rispettivi bidoncini personali o condominiali. In questo modo i rifiuti ingombranti come cartoni e plastica vengono conferiti nei cassonetti invece di sostare in sacchi di plastica per strada, dove invece sono presenti i bidoncini e/o i bidoni condominiali. Indubbiamente, poi, aumenterei i controlli: abbiamo passato anni con gente che buttava di tutto in ogni dove e a fianco dei cassonetti, ancor prima della raccolta porta a porta. E lo stesso discorso vale per chi, con il porta a porta, lascia i sacchi tutta la settimana. Se non si sanziona non si educa».
L’idea dei cassonetti “2.0”
Massimo Baraldi auspica sì un ritorno ai “cari vecchi” cassonetti, ma in una maniera leggermente diversa, a sua detta migliore. «Come scritto più o meno dagli altri lettori – afferma – anche io credo che si debba assolutamente tornare ai cassonetti, ma tutti con una tessera per apertura e codici a barre sui sacchetti. La spazzatura per strada non si può vedere, e non è nemmeno igienico». Un coro a cui fa eco Luana Bartolacelli: «Proporrei anche cassonetti tutti apribili con la tessera così che si possano utilizzare nel momento del bisogno senza dovere conservare i rifiuti sui balconi o in casa per chi non ce l’ha. Poi, inviterei Hera ad aumentare l’attività di pulizia dei cassonetti, che, in particolare con queste temperature, spesso sono sporchi e puzzolenti».
Fare un passo indietro
C’è anche chi chiede una drastica inversione di marcia per tornare ai cassonetti e all’era pre-porta a porta. Come Roberto Ferretti: «Mi unisco al coro dei cittadini che contestano la raccolta dei rifiuti porta a porta. In questi mesi di attività del nuovo servizio, ora che la fase di “rodaggio” dovrebbe essere terminata, si continuano a vedere rifiuti, soprattutto indifferenziati, abbandonati. Vuoi perché l’utente non è riuscito ad aprire lo sportello con la tessera – io stesso ho visto più di una persona tentare più volte senza riuscirci – vuoi perché la maleducazione imperversa – occorrono controlli e sanzioni – la sostanza non cambia. Se invece parliamo della differenziata, in particolare della plastica/lattine, ho appurato che tenerla in casa o sul balcone (per i fortunati che lo possiedono) fa diventare l’aria diventa irrespirabile poiché i contenitori sporchi, in particolare quelli di carne, pesce e formaggi dopo poco tempo emanano miasmi insopportabili soprattutto col caldo estivo. E non mi si dica per favore di lavarli utilizzando preziosa acqua potabile, sarebbe scandaloso. Mi chiedo inoltre quale sia il costo del servizio, sia economicamente che a livello di inquinamento dato il maggior numero di automezzi e personale utilizzato. Secondo me il servizio precedente era idoneo, si poteva migliorare aumentando ad esempio i contenitori per la plastica, sempre stracolmi, e magari svuotarli più spesso, monitorando con controlli frequenti e telecamere e sanzionando eventuali incivili». In scia Massimo Dotti, residente del centro: «Da troppo tempo i sacchi di spazzatura bloccavano i nostri passi carrai e ora ci ritroviamo con quattro bidoni giganti proprio davanti all’ingresso del condominio e in prossimità della nostra autorimessa impedendoci di entrare e uscire con l’auto. Mi è stato risposto che “l’ecostenibilità” ha la precedenza...».
Aumentare la raccolta
Il tema viene condiviso più o meno da tutti i lettori che ci hanno scritto. A farsi da portavoce è Mimmo Orlando: «Siamo una famiglia di quattro persone, di cui due bimbi piccoli, e viviamo in viale Muratori. Siamo soddisfatti per la raccolta dell’umido e della carta, ma non della plastica. Una volta a settimana ci sembra un po’ poco e abbiamo un consumo di acqua maggiore. Siamo costretti a tenere sul balcone o in cucina le due buste di plastica a settimana che raccogliamo e, per evitare cattivi odori, laviamo anche la plastica. Penso che la plastica andrebbe raccolta almeno due volte a settimana».
Sacchi in edicole e tabaccherie
Il suggerimento, qui, arriva dai politici della Sinistra e dai partiti Movimento 5 Stelle, Modena Volta Pagina, Unione Popolare e Sinistra Italiana. D’altronde, anche i politici sono (prima) cittadini e lo spunto che arriva è curioso: «Proponiamo di facilitare il reperimento dei sacchetti presso tabaccherie, edicole e non doversi recare fino in via Razzaboni per averli. E chiediamo di superare la raccolta in montagne di sacchetti abbandonati in spazi pubblici così come si è superato in tante città e con risultati migliori dei nostri».
I rifiuti che restano in strada
Un problema riportato da molti e che Aurelia Negro, residente del centro, propone di risolvere così: «Mi dispiace scriverlo, ma anche io in questi mesi ho riscontrato una maggiore inefficienza del nuovo sistema di raccolta domiciliare rispetto a quando venivano ritirate solo carta e plastica. In particolare, capita spesso che i rifiuti esposti non vengano raccolti, sia perché gli addetti non passano proprio. Cosa fare? Per risolvere queste problematiche credo che sia necessario imporre un tempo più ridotto in cui ritirare i rifiuti, differenziato per zone – tipo dalle 6 alle 8 in centro storico e dalle 8 alle 10 sui viali – e che sia fisso, in modo che anche l'utente possa organizzarsi con l'esposizione dei bidoni o sacchetti. Inoltre, credo che debba esserci un maggior controllo sugli operatori e sul giro che compiono ogni giorno, in modo da evitare che alcune strade rimangano senza servizio».l
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