Delitto di Concordia. «L’unica pista porta a Gaaloul»
Ecco le motivazioni con cui il Gip ha archiviato le posizioni di marito e collega di Alice Su Mohamed «gravi indizi di colpevolezza». La chiusura delle indagini è imminente
Al momento, è esclusa qualsiasi pista alternativa: l’unico sospettato per il brutale femminicidio di Alice Neri è e rimane Mohamed Gaaloul, 29enne tunisino attualmente in carcere al Sant’Anna. Il giudice per le indagini preliminari dottor Andrea Scarpa l’ha messo nero su bianco.
«Sulla base degli atti fin qui acquisiti nel corso delle indagini e in sede di incidente probatorio, può essere esclusa la sussistenza di qualsivoglia tesi alternativa a quella che ha determinato l’emissione di provvedimenti restrittivi di Bedoui Gaaloul Mohamed», scrive il Gip sul decreto di archiviazione per la posizione di Nicholas Negrini, marito della 32enne trovata morta carbonizzata nel baule della propria auto a Fossa di Concordia il 18 novembre scorso e del collega con cui la donna ha trascorso al sua ultima serata allo Smart Cafè.
Nell’illustrare le motivazioni per cui ha deciso di accogliere la richiesta avanzata dalla procura di Modena a fine giugno, quella appunto di scagionare i due uomini che erano stati iscritti come atto dovuto sul registro degli indagati, il dottor Scarpa evidenzia come, in sostanza, la posizione del tunisino – assistito dall’avvocato Roberto Ghini – si sia aggravata. Su Gaaloul esistono, insomma, «gravi indizi di colpevolezza», la cui esistenza è stata affermata dallo stesso Gip e confermata prima dal Tribunale del Riesame di Bologna e poi dalla Cassazione.
Il dottor Scarpa ricorda poi «l’acquisizione agli atti di una quantità oltremodo significativa di materiale indiziario che conforta la tesi accusatoria, incluso quello emerso nel corso dei due incidenti probatori».
Insomma, la posizione di Gaaloul, «via via aggravatasi, consentiva agli inquirenti di abbandonare le “piste” che avrebbero potuto portare ad affermare una responsabilità» del marito e del collega della giovane vittima.
Occhi puntati, al momento, solo sul 29enne dunque mentre la chiusura delle indagini è oramai imminente.
Il marito e il collega della donna sono ufficialmente scagionati, anche in virtù dei loro alibi ricostruiti grazie all’analisi della posizione dei loro cellulari e delle auto, che hanno permesso di escludere una loro presenza in luoghi e orari compatibili con quello dell’omicidio.
Per quanto riguarda il collega con cui la 32enne ha trascorso la serata in un bar di concordia, sono stati ricostruiti i suoi spostamenti: «Dopo essersi separato da Alice Neri all’uscita dello Smart Cafè – si legge – si è recato presso la propria (non lontana) abitazione». Anche le telecamere di videosorveglianza della zona hanno consentito agli inquirenti di verificare questo aspetto.
Per quanto riguarda Negrini «l’auto non è stata mai ripresa in luoghi e orari compatibili con quelli in cui si sono svolti i fatti, ma soltanto la mattina del 18 novembre alle 8.33 nei pressi di Concordia». L’avvocato Antonio Ingroia, che assiste Nicholas Negrini esprime soddisfazione per l’archiviazione della posizione del suo assistito: «Per quanto riguarda l’imminente chiusura delle indagini, invece, leggo dal decreto di archiviazione che il Gip ritiene che si sia ulteriormente aggravato il quadro probatorio a carico di Gaaloul. Non c’è dubbio che siano emersi elementi, ma credo che le indagini siano incomplete. Ribadisco che riterrei doveroso che la Procura completasse le indagini. Non concordo con il Gip quando dice che si escludono ipotesi alternative. Secondo me ci sono, devono essere vagliate».
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