Mirandola, crediti di imposta inesistenti: la Finanza sequestra soldi e immobili per 8 milioni a noto imprenditore
Dieci persone indagate sequestrati 2 milioni in contanti e dodici immobili. L’imprenditore era stato arrestato in aprile, da agosto – dagli arresti domiciliari – ha ripreso imperterrito la sua attività
MIRANDOLA La Guardia di Finanza di Modena ha eseguito un sequestro preventivo d’urgenza per circa 8 milioni di euro, a carico di un noto imprenditore mirandolese, operante nel settore della somministrazione di manodopera, e di altri nove indagati, gravemente indiziati del delitto di indebite compensazioni di crediti inesistenti.
Il provvedimento arriva al termine di una indagine del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Modena avviata in aprile. In particolare l’inchiesta ha avuto origine dallo sviluppo dei dati acquisiti nel corso di precedenti indagini nei confronti dell’imprenditore per la medesima ipotesi di reato, culminate, nel 2022, con l’arresto, per fatti analoghi e per i quali è ora imputato in altro procedimento.
Le indagini hanno consentito di scoprire come l’uomo nonostante il carcere prima e gli arresti domiciliari dopo continuava imperterrito a svolgere attività contabili e finanziarie di natura fraudolenta al fine di generare «crediti d’imposta inesistenti per rilevanti importi, con condotte inquadrabili nel reato di cui all’art. 10-quater D. Lgs. 74/2000. – spiega la Finanza – Detti crediti venivano anche utilizzati per abbattere il debito tributario verso l’Erario dovuto dalle società riconducibili al principale indagato (per circa 6 milioni di euro) e per compensare debiti di società terze con sede in Campania e nel Lazio, a cui erano stati ceduti dietro pagamento di una percentuale del loro valore nominale, per un importo pari a circa 2 milioni di euro».
Tutto questo per ricavare un profitto di circa 8 milioni di euro, somma che ora verrà sequestrata. attraverso il vincolo cautelare disponibilità finanziarie per oltre 2 milioni di euro, rinvenuti sui conti correnti delle società riconducibili alle persone indagate, oltre a quote di 12 immobili di proprietà del principale indagato, nelle province di Modena e Ravenna, per un valore stimato di circa 500 mila euro.
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