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Muzzarelli, addio alla Provincia di Modena. Terzo mandato verso il naufragio

Luca Gardinale
Muzzarelli, addio alla Provincia di Modena. Terzo mandato verso il naufragio<br>

La riforma slitta: Braglia resta presidente. E il “tris” è sempre più improbabile

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Resta da vedere se in vista del 2024 sarà più un male che un bene, perché in questo modo svanisce una possibilità importante - anzi, più di una, visto che era prevista anche una giunta - per il futuro di diversi sindaci in scadenza.

Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, però, nel cubo di Rubik che rappresenta la situazione delle candidature in casa Pd si è mosso il primo tassello, quello che potrebbe - ma parliamo del Pd, quindi il condizionale resta... - sbloccare tutto il gioco. Un tassello che si chiama Provincia, che alla luce della volontà del governo di riformare l’ente, tornando all’elezione diretta del presidente già dal 2024, fino a ieri rappresentava la possibilità più concreta per il futuro del sindaco Gian Carlo Muzzarelli dopo la fine del suo mandato, appunto a giugno dell’anno prossimo. Ebbene, questa possibilità non c’è più, dal momento che di Province si riparlerà quanto meno in vista del 2025.

La discussione sul disegno di legge si è infatti arenata in Senato, e la Commissione affari costituzionali, nella seduta di martedì scorso, ha rimandato la questione a data da destinarsi. Il motivo? I soldi, fondamentalmente, perché per metterla in pratica, ripristinando di fatto i vecchi enti, ne servono parecchi: quanto meno un miliardo. Troppe risorse per una manovra che in questo momento rischierebbe di essere letta come la creazione di uno “stipendificio”: di conseguenza è stato lo stesso premier Meloni a frenare la Lega, non rinunciando alla riforma, ma rimandandola almeno di un anno. Il che, spostandosi a Modena, significa che il sindaco di Palagano Fabio Braglia resterà presidente della Provincia, e che Muzzarelli (così come altri sindaci in scadenza) non potrà puntare a viale Martiri.

Ma il congelamento della riforma ha anche un altro effetto: quello di allontanare ancora di più l’ipotesi del terzo mandato per i sindaci, la cui proposta è in un emendamento allo stesso ddl sulle Province. Una questione che peraltro non rientra nelle priorità di Fratelli d’Italia, ma nemmeno in quelle della segretaria del Pd Elly Schlein, nonostante le pressioni dei “grandi sindaci” in scadenza in tutto il Paese. Insomma, nel 2024 non ci saranno le elezioni in Provincia, e a meno di ribaltoni nemmeno la possibilità del terzo mandato. Che questo basti per sbloccare l’impasse in casa Pd sarà da vedere: al momento la segretaria cittadina Federica Venturelli sta portando avanti le consultazioni - peraltro con tanti mal di pancia nel partito per il modo nel quale si sta procedendo - mentre i due possibili candidati alle primarie, gli assessori Andrea Bosi (Centro storico) e Andrea Bortolamasi (Cultura) stanno aspettando l’occasione per il passo avanti decisivo.

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