Modena. Un videogioco creato da sole ragazze: ecco il progetto di Unimore
Le protagoniste: «Lo sviluppo tecnologico non sia campo per soli uomini»
Piccole progettatrici di videogiochi crescono. Unimore ha ospitato per una decina di giorni un gruppo di venti ragazze, di un’età compresa fra i 16 ed i 18 anni, intente ad immergersi nel mondo della progettazione e dell’informatica. Il laboratorio è stato suddiviso sia in attività pratiche, che teoriche, per garantire un orientamento completo sotto tutti gli aspetti. L’obiettivo finale? Portare a casa la progettazione di un videogioco, messo in piedi grazie ai corsi ed alle lezioni seguite durante le giornate di formazione. È così che la provincia cerca di equalizzare il divario di genere nelle discipline Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics), un ambito in cui l’Ateneo di Modena e Reggio Emilia è da tempo impegnato con diverse attività. Analizzando l’intero sistema universitario, le donne rappresentano più della metà degli iscritti, ma il loro livello di interesse verso le discipline Stem rimane basso. La sotto rappresentazione delle donne nei percorsi educativi affini alle Stem ha conseguenze fatali in termini di disparità di genere. Tali discipline sono quelle che offrono i percorsi di carriera più retribuiti e con maggiore stabilità.
“Ragazze Digitali”, dunque, è un progetto di orientamento attivo, che si pone come obiettivo l’avvicinamento delle ragazze all’informatica e alla programmazione in modo divertente. «Essere una donna giovane con un sogno tipicamente maschile non è facile. Da quest’esperienza, però, ho imparato che sono io la protagonista dei miei progetti. Il mio è un sogno raggiungibile, non perché sono una super donna, ma perché sono appassionata quanto può esserlo un uomo»: dice una ragazza.
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