Carpigate. Morelli: «Adesso cerco equilibrio»
L'ex vicesindaco: «Penso alle elezioni del 2024...»
Due le parole d’ordine: equilibrio e amministrare. Due parole che potrebbero (anche senza il condizionale) andare d’accordo: per amministrare serve equilibrio. Le ripete più volte al telefono Simone Morelli, in quella che a tutti gli effetti è la prima uscita pubblica dopo la notizia della sua assoluzione dall’accusa di tentata diffamazione nei confronti del sindaco di Carpi Alberto Bellelli.
Non è una casualità che nelle sue dichiarazioni i termini più ricorrenti siano quei due: Morelli, chiuso questo capitolo che definisce «infernale», pensa già al futuro politico della città. È lui stesso ad ammetterlo. Infatti, alla domanda: “Scenderà in campo alle amministrative del 2024?”; lui risponde dicendo di «non aver mai smesso di fare politica» e che «in tanti mi hanno chiesto e mi chiedono tutt’ora di essere protagonista in vista delle prossime elezioni. Io, intanto, sedimento questi ultimi cinque anni, e ci penso». Già, ci pensa. E pensa anche, e soprattutto, a quella che lui stesso etichetta come una «lunghissima gogna mediatica» che «finalmente mi metto alle spalle dimostrando la mia innocenza». Un’innocenza di cui dice essere stato «sempre sicuro».
Con l’assoluzione in formula piena arrivata ieri mattine nell’aula del Tribunale di Modena, Morelli si mette alla spalle «cinque anni tormentati – commenta ancora l’ex vicesindaco – Se sono riuscito a uscirne devo dire grazie alla mia famiglia, ai miei amici, al mio avvocato e ai tanti carpigiani che in questi anni non mi hanno mai fatto mancare il loro supporto dimostrando di credere in me e nella mia innocenza. La vicenda giudiziaria? Non ho nulla da dire e non c’è niente da fare: un giudice ha deciso di assolvermi, e questo basta. È stato un periodo durissimo, pesante, in cui la mia vita è stata stravolta, ma io non ho mai dubitato della mia innocenza. Scontrarsi e ritrovarsi protagonisti di una vicenda così, in una città di 70mila abitanti, distruggerebbe chiunque: per la portata del caso, a tratti sembrava quasi di non essere a Carpi, ma in una metropoli. Sono stati anche anni di grande silenzio, fa parte del mio stile perché credo si debba avere rispetto di un sindaco e delle istituzioni. Anche i costi del processo sono stati enormi: si parla di oltre 400mila euro».
Un processo che ora, a meno di ricorsi e ulteriori sviluppi giudiziari negli altri gradi di giudizio, fa parte del passato: «Ora è il tempo dell’equilibrio – prosegue Morelli – Non ho ricevuto da nessuno messaggi di scuse o altro, ma non mi interessa e vado nella direzione opposta: serve equilibrio e buon senso. E la capacità di pensare al bene della città e dei cittadini. Io sono della filosofia opposta (rispetto evidentemente a Bellelli, ndr): meno parole e buon governo. Io tengo a Carpi e cerco di avere la maturità e l’equilibrio giusto per amministrare. Un ritorno in politica in vista delle elezioni del 2024? A dire il vero non me ne sono mai andato e non l’ho mai lasciata: sicuramente ora avrò la mente un po’ più libera. Premessa doverosa a parte, devo dire che in tanti mi stanno chiedendo protagonismo, io ci rifletto». Con molta attenzione, aggiungiamo noi.
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