Gazzetta di Modena

Modena

La crisi internazionale

La guerra ferma 33 pellegrini da Modena: «Costretti ad annullare il viaggio in Terra Santa»

Gabriele Canovi
La guerra ferma 33 pellegrini da Modena: «Costretti ad annullare il viaggio in Terra Santa»<br>

I fedeli di San Giovanni Bosco sarebbero dovuti partire lunedì prossimo: «Inviamo aiuti». Il Prefetto rafforza i presidi delle forze dell’ordine davanti alla Sinagoga e ai luoghi sensibili

3 MINUTI DI LETTURA





«Io sarei potuto essere in Israele. Noi tutti, a dire il vero, saremmo potuti essere là, sotto i bombardamenti». La voce è quella di don Stefano Violi, parroco di San Giovanni Bosco, che lunedì prossimo insieme ad una trentina di fedeli modenesi sarebbe dovuto partire in pellegrinaggio verso la Terra Santa.

Sono 33 i modenesi che si sono visti costretti ad annullare il viaggio verso Gerusalemme a causa del conflitto tra Palestina e Israele, che nei giorni scorsi si è riacceso dopo i razzi scagliati da Hamas proprio su Israele. Un conflitto sanguinoso che finora è costato la vita ad oltre 600 persone.

I bombardamenti, lo stato di guerra e i voli verso il Medio Oriente annullati hanno portato don Stefano Violi e la sua parrocchia a cancellare il viaggio verso la Terra Santa: «Siamo vicini ai nostri fratelli con la preghiera – commenta il parroco – e stiamo valutando come muoverci per inviare aiuti umanitari cercando di rispettare il dramma di tutti. Non annulliamo del tutto il pellegrinaggio, ma ci proponiamo di farlo partire attraverso una forma diversa, quella della preghiera appunto. Da qui, imploriamo che la guerra finisca il prima possibile».

Per don Violi e i suoi fedeli non è stata di certo una decisione presa a cuor leggero, per quanto fosse pressoché obbligata: «Per noi è importante mantenere vivi i rapporto con la Chiesa madre di Gerusalemme – continua – quando riusciamo, non ci pensiamo due volte e partiamo. Vogliamo far conoscere ai modenesi la realtà mediorientale anche perché, stando al Cristianesimo, tutti siamo nati lì. Essere vicini ai fratelli e alle sorelle cristiane in Terra Santa è importante: rappresentano una minoranza e hanno bisogno di sentire l’appoggio di tutti noi, Ma soprattutto, andando in pellegrinaggio, si riesce ad apprezzare le culture diverse e anche la propria».

Il percorso (di una settimana) che don Violi e il gruppo di fedeli avrebbe dovuto fare è quello “classico” dei pellegrinaggi verso la Terra Santa: «Galilea, Nazaret, la Giudea, passando per Betlemme – spiega il parroco – parliamo di una terra unica, divisa solo a livello geopolitico. Il pellegrinaggio è un passaggio fondamentale nella vita del cristiano per imparare cosa significa vivere insieme ad altre culture: «È la terra storicamente più martoriata – continua – se i nostri fratelli avrebbero potuto esserci, anche io e qualsiasi modenese avrebbe potuto essere là, impegnato a schivare le bombe e a soccorrere i propri cari».

Sempre da qui, da Modena, sarebbe dovuto partire il pellegrinaggio della delegazione modenese del progetto “Staffetta della stella”, la maratona benefica in favore dell’ospedale pediatrico e dell’orfanotrofio di Betlemme.

Anche in città l’attenzione verso il conflitto israelo-palestinese è alta: ieri mattina, infatti, si è riunito in Prefettura il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza al quale ha partecipato anche la Comunità ebraica modenese. La sinagoga di piazza Mazzini è già da tempo considerata obiettivo sensibile e per questo viene abitualmente presidiata dai militari dell’esercito nell’ambito dell’operazione “Strade sicure”. Con la riesplosone della guerra, si è deciso di rafforzare ulteriormente i presidi. Le forze dell’ordine hanno infatti inviato una circolare in cui si fa riferimento, con effetto immediato, a misure di vigilanza e sicurezza a protezione degli obiettivi sensibili.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google