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Sassuolo. Bertoli risponde “A muso duro” sull’opera del padre “sottratta”

Gabriele Farina
Sassuolo. Bertoli risponde “A muso duro” sull’opera del padre “sottratta”<br>

Il cantautore al sindaco di Campagnatico, che firma la canzone

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Sassuolo Si scrive Bertoli, si legge Pesucci.

Se non avete mai sentito questo cognome vuol dire che negli ultimi 25 anni non siete stati a Campagnatico, paese con poco più duemila abitanti nel Grossetano.

Elismo Pesucci ne è il sindaco dal 13 giugno 2022, dopo due mandati dal 1998 al 2007. Appartenente al centrodestra, il primo cittadino ha messo la firma su un’opera di Pierangelo.

Tutto comincia il 22 giugno scorso. Quel giovedì il sindaco inaugura piazza Belvedere in un evento tra Dante Alighieri e il cantante di “Eppur soffia”.

Una scultura contiene una frase della Divina Commedia, un’altra è introdotta da Pesucci per via di una frase che l’ha colpito.

«La ritroverete in molte situazioni di arte e di cultura – annuncia il sindaco in diretta su Campagnatico Tv – quindi la adopereremo per fare altre sculture qui nel territorio di Campagnatico, qui nel centro storico».

Il sindaco invita tutti al buffet, ma qualcuno ne approfitta per sgranchire le gambe e fotografare l’opera misteriosa. «Ed affronterò la vita a muso duro, un guerriero senza patria e senza spada – legge – Con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro».

Non serve essere fan sfegatati di Pierangelo per riconoscere la canzone “A muso duro”. La firma sull’opera però è quella di “E. Pesucci”.

La notizia soffia fino a Sassuolo, bussando alla porta di Alberto Bertoli, figlio di Pierangelo e custode delle sue canzoni. «Vedere un’opera posizionata su un punto importante in città ci rende orgogliosi – scrive Alberto – ora è tempo di sottolineare chi era l’autore e celebrarlo nella maniera adatta cioè come avrebbe fatto lui: cantando».

Bertoli junior propone dunque un concerto nella Maremma, appianando le reazioni d’impulso avute in famiglia. «La prima reazione in realtà in casa è stata pensare a una querela», rimarca il cantautore figlio d’arte.

Intervistato da Il Tirreno, Alberto riconosce che «piuttosto sono stati i suoi fan (di Pierangelo) a non gradire troppo la cosa».

Il giornale toscano dà spazio alla replica del sindaco. «Ringrazio l’artista Alessia Sadotti, che ha voluto farmi dono di queste opere – ribatte Pesucci – Quei versi certamente non li ho scritti io ma mi rappresentano, e lei ha voluto in qualche modo dedicarli a me. Basterà sistemare le opere non appena ci saranno le condizioni».

Un commento che non placa tuttavia le richieste di Alberto, che continua a domandare le scuse di Pesucci. Lo chiarifica sia all’inizio («Attendendo le scuse del sindaco Elismo Pesucci»)sia alla fine («attendiamo impazienti qualche cenno del Sindaco») in un post su Facebook.

Un testo in grado di suscitare quasi trecento reazioni e oltre settanta commenti alle 16,30 di ieri dall’hashtag inequivocabile: “#amusodurononsitocca”.

«Questi versi sono patrimonio dell'umanità. Intoccabili», commenta una donna. Tanti replicano: «Alberto, sei un signore». «Buongiorno, vorrei ricordare che il signor Pierangelo Bertoli è un patrimonio nazionale – un commento – Adoperare una strofa di una sua lirica, non offende solo la famiglia, ma tutti noi estimatori di Pierangelo e ... Alberto».l

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