Crimini, truffe e violenze: Modena è quindicesima nella classifica nazionale
I dati del Sole 24 Ore: nel 2023 quasi 30mila denunce
Modena sale di un gradino e arriva al quindicesimo posto nella non invidiabile classifica nazionale della criminalità del “Sole 24 Ore” elaborata in base ai dati del Ministero dell’interno (sul podio nero si trovano Milano, Rimini e Roma). Un esito dovuto alla crescita consistente dei furti, in vari ambiti, e di altri reati, soprattutto le lesioni dolose e le violenze sessuali.
Nel 2023 a Modena, per varie tipologie di reati, si registrano 29.304 denunce. Rispetto al 2022, ci sono state 2.267 denunce in più. Un numero consistente che spinge Modena al quindicesimo posto in Italia. La voce più preoccupante, anche dal punto di vista della percezione pubblica, è quella dei furti. Ne sono stati denunciati 13.177. Di questi 2.490 sono in abitazione, un numero che porta Modena al sesto posto nazionale, e 1.972 su auto in sosta (siamo ottavi in Italia). Sono 126 gli scippi resi noti alle forze dell’ordine. Consistente il numero di rapine che ammonta a 259 casi denunciati. Colpisce il fatto che i colpi in banca siano definitivamente tramontati: solo 2. Al contrario sono state 16 le rapine in abitazione, 42 negli esercizi commerciali e ben 162 sulla pubblica via. Grave e in crescita anche il dato delle violenze sessuali: ne solo state segnalate 97. Di questi, ben 6 riguardano minori di 14 anni, casi di pedofilia insomma. A proposito di violenze in genere, molto alto è il dato delle lesioni personali (botte, risse, pestaggi eccetera) che porta Modena al sesto posto in Italia: le denunce sono state 1.035. I danneggiamenti volontari sono stati 3.792, segno di un alto tasso di litigiosità. Quattro gli omicidi volontari, un numero comunque consistente, 24 gli omicidi colposi e addirittura 19 gli omicidi stradali.
Il dato delle truffe informatiche indica 2.938 casi, un segnale di quanti raggiri possono avvenire con una mail o una chat, ma anche di quanta gente ancora troppo ingenua comunica in rete.
In generale, l’inchiesta del Sole 24 Ore fa emergere che «tornano a crescere furti e rapine mentre rallenta la coda del cyber crime. Si interrompe così il progressivo calo della criminalità predatoria in corso dal 2013». Un segnale nazionale che fa riflettere a fronte di proclami politici e silenzi delle autorità preposte. l
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