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Carpi. San Nicolò e il restauro infinito: altri 440mila euro per la chiesa

Gabriele Canovi
Carpi. San Nicolò e il restauro infinito: altri 440mila euro per la chiesa

Slitta anche la fine dei lavori: si punta ai primi mesi del 2024

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Verrebbe da ribattezzarlo “il restauro infinito”. Tra proroghe, varianti, ritardi e costi aggiuntivi, forse si inizia a intravedere la luce in fondo al tunnel. Almeno stando a quanto dice l’assessore Paolo Malvezzi.

Il tema è il restauro del tempio di San Nicolò, che torna di attualità perché nei giorni scorsi la giunta ha approvato una variante per completare l’intervento di restauro e recupero dell’edificio, di proprietà comunale. Si scrive “variante”, ma si legge “altri 440mila euro e una proroga lavori di 45 giorni”.

Il motivo? È presto detto: «La variante - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Malvezzi - si è resa necessaria perché si è rilevata la necessità di incrementare le quantità degli interventi di ripristino delle superfici decorate degradate presenti all’interno dell’edificio, con conseguente adeguamento delle modalità di intervento al nuovo quadro di rilievo del degrado. Ultimata questa fase si potrà procedere gradualmente alla riapertura».

Già, riapertura: questo infatti dovrebbe essere uno degli ultimi cambiamenti. «Con questo atto - continua l’assessore - si dà inizio all’ultima fase dei lavori, che riguarda appunto il restauro delle superfici decorate essendo già praticamente ultimati gli interventi di consolidamento e miglioramento sismico dell’edificio».

I lavori erano stati assegnato a gennaio 2021 e iniziati circa un mese dopo: ad oggi, quasi tre anni dopo, l’ammontare dei costi sfiora 1,4 milioni (precisamente 1.381.303 di euro) e i giorni di cantiere sono diventati 465 dalla consegna. La fine lavori è infatti stimata entro i primi mesi dell’anno prossimo.

Decisamente critiche le opposizioni, a partire dalla consigliera di Fratelli d’Italia Annalisa Arletti: «Ci chiediamo cosa intenda la giunta quando dice che la riapertura sarà graduale, visto che sono anni che la città attende la riapertura della chiesa di San Nicolò. Dopo così tanto tempo è impensabile oggi non avere le idee chiare sui tempi e modalità della riapertura. La chiusura della chiesa per tutto questo tempo non ha fatto che aumentare l’isolamento e il degrado dell’area con una conseguente percezione di insicurezza nel percorrere la zona antistante l’entrata della chiesa. I parrocchiani poi sono stanchi di una situazione di stallo che si protrae da anni, pur avendo contribuito a svolgere un attività di accoglienza e aiuti ai bisognosi, fungendo da punto di riferimento per il centro storico. Vigileremo affinché vengano rispettati i tempi di fine lavori». A fargli eco Giulio Bonzanini, capogruppo della Lega in Consiglio: «Carpi ha necessità di lavorare su diverse opere pubbliche e restauri con la massima precisione, per evitare inutili aggravi sulle casse comunali. Come si dice in gergo “il tempo è denaro” e nel caso della Chiesa di San Nicolò è bene che si acceleri il più possibile per evitare ulteriori ritardi e ulteriori costi, come accaduto con il recente aumento di 4 milioni di euro per il prolungamento di via dell’Industria, dagli iniziali 10 stanziati».


 

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