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Lo scontro politico

Mirandola, anche FdI contro la giunta leghista: «La ricostruzione è rimasta ferma»

Chiara Marchetti
Mirandola, anche FdI contro la giunta leghista: «La ricostruzione è rimasta ferma»

Marian Lugli commenta l’astensione dal voto al bilancio

09 gennaio 2024
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Mirandola Il bilancio di previsione 2024-2026 approvato a fine dicembre in consiglio comunale fa discutere le parti politiche della città dei Pico. A muovere le acque è l’astensione a sorpresa dei consiglieri – e in teoria alleati – di Fratelli d’Italia guidati da Marian Lugli.

«Non siamo soddisfatti – spiega il capogruppo – di come l’amministrazione ha affrontato la fase di ricostruzione. Quasi tutte le opere pubbliche sono ferme, a partire dallo stadio Lolli e dalla chiesa di San Francesco, per non parlare del teatro, della tribuna dello stadio di Quarantoli e delle chiese nelle frazioni».

Critiche tutt’altro che velate, che forse fanno parte di un quadro più ampio in vista delle elezioni comunali di maggio. «In questi cinque anni – continua – alcune cose positive ci sono state, come lo sgombero del campo nomadi e l’installazione delle telecamere di sorveglianza. Tuttavia, nell’ultima votazione ci siamo astenuti perché il programma elettorale è stato attuato solo in parte, come testimonia il mancato doppio senso della Circonvallazione e la non realizzazione della ciclabile che collega Mirandola a Mortizzuolo e Quarantoli». E aggiunge: «D’altronde, si sa, nonostante le alleanze a Mirandola esiste solo una giunta monocolore leghista. Noi non abbiamo mai deciso la mission e siamo stati trattati come le opposizioni: apprendevamo le cose nei vari Consigli comunali».

Dopo il fuoco amico di Fratelli d’Italia, il Partito Democratico coglie la palla al balzo e a sua volta entra a gamba tesa sul tema ricostruzione. «Il fatto che una delle forze politiche di maggioranza evidenzi i limiti di questa amministrazione – dice la segretaria dem Anna Greco – non fa che confermare una realtà oggettiva. Ai colleghi di Fratelli d’Italia dico “ben arrivati”, anche loro si sono finalmente accorti delle difficoltà in cui versa la nostra ricostruzione pubblica». Secondo Greco, già l’anno scorso il Pd aveva «elencato le situazioni in stallo dei vari edifici pubblici, Municipio e Teatro in primis. Uno stallo aggravato dall’assenza di progettualità su edifici importanti come l’ex collegio dei Gesuiti e l’ex autostazione delle corriere».

Viabilità e frazioni sono altri esempi di «lavori fermi e non dimentichiamo la perdita di importanti fondi del Pnrr destinati alla completa messa in sicurezza dell’asilo di viale Gramsci, un intervento necessario che dovrà essere realizzato in futuro con risorse proprie del bilancio comunale».

Il bilancio 2024-26 non è andato giù nemmeno a Giorgio Siena della lista civica +Mirandola. «Quella relazione – dice – è stata scritta dagli assessori senza un quadro di priorità ed è stata una dimostrazione di dilettantismo e approssimazione non degna di un comune serio».

Anche lui pone l’attenzione sul programma con il quale l’amministrazione Greco ha vinto le elezioni. «Se il sindaco avesse fatto la parte che gli compete, avrebbe spiegato al consiglio comunale perché non sono riusciti a realizzare buona parte delle proposte. È vero che molte erano poco realistiche, come il trasferimento del liceo classico nell’edificio di piazza Garibaldi, la realizzazione di un multisala, il monumento a Giovanni Pico o la riapertura dell’oratorio».

Per Siena, l’attuale giunta «ha realizzato l’unica cosa che non aveva dichiarato: l’uscita da Ucman, che ha messo Mirandola ai margini del territorio».