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Modena, i video con i cellulari diventano fonte di prova

Modena, i video con i cellulari diventano fonte di prova

Possono anche essere ammessi in tribunale, portando a un’assoluzione

21 marzo 2024
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Modena Il caso dell’arresto violento, dell’altro intervento di un anno fa a Modena, ma anche di quello che ha coinvolto l’anno scorso i carabinieri di Pavullo, sono tutti emersi tramite i video realizzati dai cittadini, che hanno avuto un ruolo fondamentale. È la nuova frontiera del “citizen journalism”, il “giornalismo partecipativo” che fa perno sulla vetrina assicurata dai social.

I video, per quanto di pochi secondi, assumono il valore di un “documento” che racconta più di tante parole. Si potrebbe ovviamente discutere sul fatto che i video riportino o meno l’accaduto nella sua completezza: sarebbe importante, per esempio, vedere anche cosa è accaduto prima dei pugni a Modena.

Ma è innegabile che senza i video lanciati nella “piazza” virtuale di internet, e quindi ai commenti di tutta Italia, i casi non sarebbero mai esplosi. Video che possono diventare anche una fonte di prova in un’aula di tribunale.

L’ASSOLUZIONE DI PAVULLO

Lo ha dimostrato il caso dell’arresto, da parte dei carabinieri di Pavullo, del 33enne marocchino A.Y., il 19 aprile 2023. Un giovane con una serie di precedenti, e che secondo l’accusa aveva reagito con la forza a un controllo dei carabinieri, che l’avevano quindi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.

A processo, la sua parola sarebbe stata “debole” a fronte dei precedenti, ma il suo avvocato (Marco Tarantini) chiese e ottenne dal giudice l’ammissione del video girato da un cittadino dalla finestra che mostrava come anche i carabinieri avessero avuto un comportamento “energico”, pur senza causargli lesioni. Grazie alle immagini, nel novembre scorso il 33enne è stato assolto con formula piena, “per non aver commesso il fatto”.

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