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L’operazione

Traffico di cocaina dalla Germania: la base era a Savignano

Traffico di cocaina dalla Germania: la base era a Savignano

La maxi operazione antidroga condotta a Bologna ha permesso di sgominare una banda di albanesi: 13 arresti

09 aprile 2024
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SAVIGNANO. Smerciavano cocaina a chili un po’ in tutto il centronord con base logistica nel Modenese, a Savignano sul Panaro. Era lì che l’organizzazione di albanesi, attraverso una coppia di coniugi, custodiva la droga arrivata dalla Germania, che veniva poi distribuita anche a Bologna in piazze come in via Malvasia, via Pier De Crescenzi, via dello Scalo, via Rimesse e via Corticella.

Ma il “giro” di cocaina che ha preso corpo negli anni del Covid (2020-2021) era ben più vasto, con una ramificazione che aveva snodi anche a Massa Carrara, a Cuneo fino a Milano, dove il leader dell’organizzazione poteva vantare buoni contatti in Germania e si era servito anche di un lasciapassare da giornalista per entrare in Ecuador durante il periodo pandemico.

L'inchiesta della Squadra Mobile di Bologna coordinata dalla Dda bolognese che ha portato a cinque arresti in flagranza e ad un totale di 13 provvedimenti restrittivi (associazione a delinquere finalizzata al traffico e detenzione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, in tutto sono 28 i chili di coca sequestrati, a cui si aggiungono 11 chili di marijuana) è partita però dal Modenese. L'attenzione è stata attirata da un albanese, citato come “il più bravo” da varie testimonianze di una precedente inchiesta. Si è scoperto così un gruppo molto organizzato di otto persone con base a Savignano sul Panaro, con una coppia di coniugi che fornivano la base logistica dove la droga viene nascosta per poi essere piazzata attraverso distributori albanesi e magrebini a Bologna.

La droga, a quanto hanno potuto ricostruire gli investigatori, arrivava dalla Germania in Mercedes, a cui veniva cambiata la targa per dare meno nell’occhio. A fare da tramite tra i vari gruppi era un “broker” che operava in Albania e che è stato arrestato oggi nel suo paese: dalle intercettazioni emerge anche un certo disappunto per i 1.000 euro ogni chilo di coca che dovevano pagare a questo

mediatore.

Illustrando l’operazione oggi in Questura a Bologna il capo della squadra mobile Roberto Pititto ha evidenziato la «notevole capacità criminale» di questa organizzazione. «Se mai ce ne fosse bisogno –dice – questa indagine dimostra la notevole capacità economica delle organizzazioni criminali albanesi che nel traffico di stupefacenti non hanno nulla da invidiare alle mafie tradizionali».