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Solidarietà

Rinasce il “Refettorio Modena” con chef Bottura: oltre 350 pasti per i bisognosi

Gabriele Farina
Rinasce il “Refettorio Modena” con chef Bottura: oltre 350 pasti per i bisognosi

Si trova in via Leodoino in centro: aperto il lunedì e il giovedì dalle 18 alle 19.30

12 aprile 2024
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MODENA. Pane, amore e solidarietà. Ecco la ricetta assaporata da oltre 350 modenesi nell’ultimo mese al refettorio Modena targato Massimo Bottura.

Uomini soli e tanti bambini, persone senzatetto e con problemi di dipendenza, italiani e stranieri “invisibili” che possono trovare pasti preparati dallo chef Matteo Reggiani e dal suo staff per due sere alla settimana in via Leodoino Vescovo 15.

Al lunedì e al giovedì (dalle 18 alle 19.30) si mescolano ingredienti donati da Conad e altre realtà solidali alle storie di quotidianità nascoste.

Ben visibile sulle pareti dell’ingresso l’affresco Ca’ Zemian degli artisti modenesi Luca Zanni alias Zamoc e Luca Lattuga. L’opera si chiama “Casa di Geminiano” ed era stata pensata per il refettorio Geminiano, progetto che vedeva la collaborazione di Food For Soul e Fondazione Auxilium.

«Abbiamo voluto fortemente recuperare i rapporti con la Chiesa, con il vescovo Erio e con la Fondazione: nessuna incomprensione, il rapporto si era interrotto a causa del Covid che aveva fermato le iniziative. Così siamo tornati in un luogo magico, uno dei più belli di Modena», ha sottolineato Bottura.

Lo chef modenese considera un orgoglio la gestione diretta del refettorio, un unicum tra i dodici portati avanti da Food For Soul di cui lo stesso Bottura è il fondatore.

«I giovani sono i primi che vogliono essere coinvolti – ha detto Bottura – Raccogliamo le materie prime e le stiviamo, gli apprendisti le controllano e creano la serata. È bellissimo per la loro creatività: con niente devi creare tutto. Il pane diventa oro, un elemento che aiuta a sfamare».

Gli ingredienti sono alimenti in eccesso oppure cibi vicini alla scadenza. La lotta allo spreco alimentare assume un valore solidale in collaborazione con le parrocchie e i servizi sociali.

«In luoghi come i refettori riusciamo a dare l’esempio – ha aggiunto Bottura – Non pretendiamo niente. Pensiamo che, dando l’esempio, tanti giovani possano venire ed emularci».

Il refettorio cittadino s’inserisce in un percorso che vede maturare gli stessi partecipanti ai fornelli. «Facciamo vedere come piegare i tortellini del Tortellante e come cucinare per la gente più fragile – ha ribadito lo chef – La cucina è un gesto di amore».

«È un’opportunità per tutti noi – ha riconosciuto Lara Gilmore, presidente dell’associazione e moglie di Bottura – con cui possiamo conoscere le nostre città. Nei refettori incontriamo tanti bambini, che diventeranno parte di comunità in cambiamento». Un cambiamento su cui ha posto l’attenzione il sindaco, Gian Carlo Muzzarelli.

«Dobbiamo sconfiggere il gelo e la paura – l’appello del sindaco – che hanno portato con il Covid a chiudersi in casa e ad avere meno coraggio a guardare fuori. Dobbiamo aiutare a guardare gli invisibili nella nostra comunità».

Il sindaco ha descritto un incontro con ospiti del refettorio nel corso di una cena: «Mi volevano tenere a tavola. Per me è un messaggio fortissimo, gioioso e bello. Mi sono reso conto che c’erano persone che non erano uscite di casa tante volte».

Tante le idee legate al progetto per il futuro. «Speriamo di coinvolgere anche i bambini», ha rimarcato Eleonora Peia, manager di progetto di Food For Soul.