Gazzetta di Modena

Modena

La storia

Rischia di soffocare per un boccone, salvata da un giovane in mensa con lei

di Laura Solieri
Rischia di soffocare per un boccone, salvata da un giovane in mensa con lei

L’intervento provvidenziale di Francesco Gazzotti, 19enne di Cavezzo, durante una pausa pranzo a Mirandola: «In terza superiore sono stato in Croce Blu grazie al progetto del Centro servizi volontariato: lì ho imparato le manovre di disostruzione»

04 giugno 2024
3 MINUTI DI LETTURA





MIRANDOLA. «Quando ho capito che la signora stava soffocando, sono corso subito da lei perché sapevo come intervenire: le ho fatto la manovra di disostruzione come mi è stato insegnato in Croce Blu a Mirandola, e lei ce l’ha fatta». Il protagonista di questo episodio a lieto fine è Francesco Gazzotti, 19 anni, di Cavezzo: nei giorni scorsi, mentre pranzava alla mensa Sale e Pepe di Mirandola, ha prontamente soccorso una signora di mezza età che stava soffocando a causa di un boccone andatole di traverso mentre mangiava, salvandole la vita. «L'esperienza in Croce Blu a Mirandola l’ho fatta nel 2021, quando ero in terza superiore, tramite il progetto Cantieri Giovani del Centro servizi volontariato – racconta Francesco – Ho subito capito, quando Stefania Michelini del Csv ci ha presentato il progetto in classe, che avrei dovuto partecipare perché in futuro avrei potuto salvare una vita, e così è stato. Non so descrivere come mi sono sentito – racconta emozionato il ragazzo – Avevo dentro di me un mix di emozioni tali da farmi tremare le mani. Sapevo quello che avevo appena fatto, ma ci ho messo qualche ora a capirne veramente il significato e sono più che felice di aver creduto in un percorso che mi ha permesso di aiutare. Io ho fatto il mio dovere; il merito va alla mia scuola che ha aderito a questo progetto, all’associazione che ci ha creduto e al Csv». La Croce Blu di Mirandola, da sempre, crede e investe fortemente nei giovani, e non solo: è un’associazione con volontari di ogni fascia di età, nonostante si operi in un ambito che richiede tante ore di formazione.

«Ad oggi siamo circa 180 volontari, e quelli che consideriamo nella “fascia giovane”, ossia dai 16 ai 30 anni, sono circa 50. Ci auguriamo che negli anni questo numero possa continuare ad aumentare – racconta Giuseppe Soccio, vicepresidente e responsabile Protezione Civile della Croce Blu di Mirandola - Crediamo molto al progetto del Csv e da diversi anni riteniamo che ogni occasione sia utile per far avvicinare i giovani all’associazione, ma soprattutto per collaborare nel nostro piccolo a rendere migliore la società. Il Centro Servizi Volontariato ci dà l’occasione di avvicinarci al futuro della nostra società, che purtroppo è sempre più interessata alla vita virtuale (social, videogiochi) e meno a quella reale. Io stesso nel 2012, quando ero studente, ho conosciuto la Croce Blu grazie al Csv, partecipando ad incontri in classe e ad un campo di Protezione Civile, e oggi posso dire che grazie al Csv ho incontrato la mia seconda famiglia, la Croce Blu di Mirandola, facendo amicizie in tutta Italia, ho conosciuto la ragazza che è diventata mamma dei miei figli, facendo della mia passione (aiutare il prossimo) una professione, poiché lavoro in Pronto Soccorso. Ricevere il messaggio di Francesco che ci riportava l’accaduto – conclude Giuseppe – ci ha veramente emozionato. Questo messaggio ci dice di continuare a credere in questi progetti, di non mollare. Ma soprattutto nelle parole di ringraziamento del ragazzo si leggeva la sincera soddisfazione di aver salvato una vita, e quell’emozione è indescrivibile, la si può solo vivere per comprendere».

© RIPRODUZIONE RISERVATA