L’istituto Sacro Cuore festeggia i 125 anni: «Noi cresciuti assieme alla città»
La storia iniziò nel 1899, quando monsignor Della Valle affidò il centro giovani a Leonardo Murialdo di Torino, diventato poi santo, e alla sua congregazione dei padri giuseppini. Tra gli allievi illustri Pavarotti, Corradi, Gigliotti, Pellacani e Muzzarelli. Oggi porte aperte per le celebrazioni e alle 18 la messa a teatro
MODENA. Festeggia oggi i suoi 125 anni l’istituto Sacro Cuore di Modena, presenza storica della città che ha saputo crescere ed evolversi secondo il mutare delle esigenze educative.
L’arrivo e lo sviluppo
Questo grazie ai padri giuseppini del Murialdo, e alla loro lungimiranza nell’adottare un modello formativo sempre aperto al fattivo contributo dei laici. La storia iniziò nel 1899, quando monsignor Luigi Della Valle, eminente figura della Diocesi, affidò il centro giovani (pre seminario) che aveva creato – ormai troppo complesso da gestire – a Leonardo Murialdo di Torino, diventato poi santo, e alla sua congregazione dei giuseppini. Così nacque il Sacro Cuore, che fu l’ultima opera del Murialdo: pochi mesi dopo infatti scomparvero sia lui che Della Valle. I padri entrarono il 18 maggio 1899, data ricordata ogni anno come festa della scuola. Che è passata da essere oratorio in cui fino agli anni ’70 i ragazzi venivano a giocare (memorabile in questo l’opera di padre Mariano Biasio), a scuola media (tuttora con più di 300 iscritti), istituto tecnico per ragionieri programmatori, liceo scientifico, classico e da un paio d’anni anche linguistico. Una realtà fatta oggi di circa 700 studenti complessivi, 56 professori, 20 educatori e 7 padri giuseppini. Il direttore della scuola da molti anni è un laico, Giovanni Boschini, affiancato da padre Pietro Rota, direttore religioso succeduto al direttore “storico”, padre Agostino Manfredini.
Il legame che resta
Tanti ex allievi restano legati con affetto alla scuola, come testimonia l’associazione che ha organizzato l’incontro di festa di oggi: si può arrivare quando si vuole per salutare i padri e i prof, e tornare a visitare i vari ambienti a cui sono legati tanti ricordi. Ma il momento clou sarà alle 18 con la messa che, visto l’alto numero di presenze previste, sarà celebrata nel teatro. Poi buffet-apericena in sala mensa. «Siamo molto contenti di accogliere tanti nostri ex allievi per questo bel momento insieme – sottolinea padre Agostino – che testimonia un legale che resta nel tempo». E l’affetto che continua a circondare i padri, per il loro stile operoso e silente, ispirato a un santo “del silenzio” come san Giuseppe. Lo stile del “fare e tacere”. A loro, va ricordato, dal 2000 è affidata anche la vicina parrocchia della Cittadella, oltre che il santuario della Beata Vergine del Murazzo.
Tanti allievi illustri
Il Sacro Cuore vanta illustri ex allievi, come Luciano Pavarotti, il calciatore della Juventus e della Nazionale Giuseppe Corradi, l’allenatore dei campioni di atletica Luciano Gigliotti, l’ex rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia Giancarlo Pellacani e lo storico dirigente di Confcooperative Giuliano Vecchi. Nonché l’ex sindaco Gian Carlo Muzzarelli: «Conservo sempre un caro ricordo degli anni della mia adolescenza al Sacro Cuore – sottolinea Muzzarelli – è stato un punto di riferimento per me come per tanti altri ragazzi che dalla montagna venivano a studiare in città e trovavano ospitalità nel convitto. Erano anni difficili per me, con la malattia di mia mamma, e il Sacro Cuore nella delicatezza di questa fase di crescita seppe darmi amicizia vera, e un sistema di valori a cui ho ancorato la mia vita. Non solo educazione, ma anche salda formazione, che ha contribuito a farmi diventare la persona che sono».
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