La Bbc racconta Castelfranco, vera capitale del tortellino
L’emittente inglese alla scoperta dei sapori emiliani insieme allo chef Massimo Bottura, che all’Osteria Francescana confida alla giornalista Kaitlyn Rosati la vera origine dell’ombelico di Venere
CASTELFRANCO. Un anello di pasta perfetto, ripieno di sapori intensi e immerso in secoli di tradizione: è così che il tortellino di Castelfranco ha conquistato la giornalista della Bbc Kaitlyn Rosati, tanto da diventare il protagonista di un articolo dedicato.
Attraverso il suo racconto, il tortellino ha saputo varcare i confini della sua terra natale, portando ai lettori di tutto il mondo il profumo e la magia della cucina modenese.
La visita inizia a Modena da chef Bottura
Tutto comincia quando l’inviata della Bbc sceglie l’Emilia come tappa perfetta per il suo viaggio in Italia. Una volta atterrata qui, l’incontro con l’ombelico di Venere, che fosse in brodo o alla panna, era quasi inevitabile. Il suo tour alla scoperta di questo piatto, dunque, parte proprio da Modena, dove c’è il celebre ristorante tre stelle Michelin Osteria Francescana, guidato dallo chef Massimo Bottura. Qui, Rosati ha finalmente avuto la possibilità di assaporare il piatto tanto desiderato, riuscendo a prendere posto dopo anni di tentativi e di prenotazioni andate a vuoto. Immersa nell’eleganza dell’Osteria Francescana, tra luci soffuse e dettagli di carta da parati chic, ha avuto l’occasione di gustare una versione unica del tortellino, servito in un brodo di alghe che unisce tradizione e innovazione in un delicato equilibrio. Ma il momento più sorprendente del suo viaggio è stato l’incontro con Bottura stesso, che, tra un saluto e una battuta, le ha svelato la vera origine del tortellino. «Mentre storicamente la rivalità per la paternità della celebre pasta ha sempre diviso Modena e Bologna – le confida Bottura – il tortellino in realtà nasce a Castelfranco Emilia, una piccola cittadina a metà strada tra le due rivali».
L’omaggio della giornalista a Castelfranco
Questa affermazione, che ha lasciato Rosati “senza parole”, è anche una sorta di omaggio alla lunga tradizione artigianale che vive e prospera a Castelfranco, dove le mani delle sfogline – le artigiane della pasta fresca – mantengono viva l’arte della sfoglia e la chiusura dei tortellini. Rosati ha raccontato come Castelfranco sia, per chi conosce davvero il tortellino, un piccolo scrigno che custodisce l’anima stessa di questo piatto. Racconta ai lettori di tutto il mondo, con la curiosità che solo un turista alle prime armi può avere, ogni cosa che viene a sapere su questo cibo popolare: come la differenza del ripieno in base alla provincia in cui viene prodotto, come la ricetta giusta li voglia in brodo, che i “puristi” li rifiutino alla panna; della presenza di una statua dedicata al momento in cui è stata data forma al tortellino, dell’esistenza dell’associazione La San Nicola e di come ogni anno la città si animi durante la sagra del tortellino tradizionale, una festa interamente dedicata a questa pasta ripiena, che accoglie visitatori da ogni parte d’Italia e del mondo e li intrattiene tra degustazioni ed eventi.
Nelle sue righe, Rosati ha saputo raccontare con passione il significato del tortellino per gli emiliani, dipingendo Castelfranco come la vera culla di questa tradizione. Con una penna stupita e affascinata, l’inviata della Bbc ha condiviso col mondo l’immagine del tortellino e della sua città natale. E così, il nostro piccolo anello di pasta tradizionale continua a intrecciare storie, generazioni e, ora più che mai, anche culture lontane.