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Il caso

Vuole allattare suo figlio ma non glielo permettono: «Cacciata dall’Ufficio turistico di Carpi»

di Paola Ducci
Vuole allattare suo figlio ma non glielo permettono: «Cacciata dall’Ufficio turistico di Carpi»

Il Comune si scusa, l’assessora al Turismo Paola Poletti: «Dispiaciuti, valutazione errata del personale»

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CARPI. Diana è una giovane mamma carpigiana con un bimbo di pochi mesi che nella mattinata di sabato si è sentita respinta dal personale dell’Ufficio informazioni e accoglienza turistica della città, situato in uno degli ambienti al piano terra del Palazzo dei Pio, dopo che aveva chiesto la cortesia di poter utilizzare le sedie all’interno del locale per allattare il suo bambino.

Cos'è successo
«Mi sono permessa di chiedere alle addette dell’ufficio poiché fuori piovigginava e non c’erano altri luoghi coperti nella zona in cui poter fermarmi ad allattare il mio bambino - racconta la giovane mamma - certo non mi sarei mai aspettata di ricevere un netto “no” motivato dal fatto che l’ufficio non era il luogo adatto poiché da un momento all’altro sarebbero potuti entrare dei turisti e non sarebbe stato opportuno vedere una mamma che allattava».

La motivazioni della mamma
La motivazione fornita da una delle addette ha lasciato basita la signora Diana. «Eppure si parla tanto di favorire l’allattamento al seno, a tal punto che in alcuni luoghi, tra cui negozi nella città di Modena, per esempio, addirittura vi è esposto sulla porta di ingresso un bollino che sta ad indicare che le mamme che vogliono allattare possono entrare nel locale anche solo per quella motivazione. A Carpi invece mi si nega di allattare in uno spazio comunale».La signora Diana segnala che, vista l’agitazione del suo bambino, le era venuto in mente di chiedere accoglienza in quell’ufficio poiché era perfettamente a conoscenza del fatto che al suo interno vi fosse un’area con sedie e tavolini in cui le persone potevano sostare e invece la giovane signora se ne è uscita dall’ufficio incredula di quello che le era appena capitato optando infine per un’umida panchina di piazza Martiri.

La reazione

«Poi, una volta a casa ho scritto immediatamente una mail al sindaco Riccardo Righi, che prontamente mi ha risposto rassicurandomi del fatto che avrebbe preso al più presto informazioni sull’accaduto. Francamente però spero che una cosa del genere non accada più a nessuna mamma, perché allattare è quanto di più naturale possa esistere su questa terra e non è un’azione che possa mettere a disagio o urtare la sensibilità di qualcuno. Non mi sembra giusto che una mamma debba incontrare queste difficoltà provando un senso di colpa».

Le suse dell'amministrazione comunale
Sulla vicenda non è fatta attendere la risposta di Paola Poletti, assessora al Turismo: «Ho ricevuto una comunicazione via mail da parte della signora e anche il sindaco ha, nella giornata di domenica, risposto alla signora direttamente dai suoi canali social. Sono, da donna, dispiaciuta di quanto sia successo, accaduto a seguito di una valutazione, errata, del personale presente in quel momento in servizio. Non esiste infatti, alcuna limitazione all'allattamento in quello spazio pubblico. Abbiamo verificato quanto avvenuto, e stiamo prendendo i provvedimenti opportuni».

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