Gazzetta di Modena

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Il caso

Espulso in campo, aspetta l’arbitro e lo minaccia con la mazza da baseball

di Gabriele Farina e Matteo Pierotti

	Gli agenti hanno scortato l'arbitro dopo la partita
Gli agenti hanno scortato l'arbitro dopo la partita

È accaduto nel campionato Uisp, protagonista un giocatore della Cortilese che ha ricevuto una maxi squalifica. La società: «Nessuna aggressione e non era una mazza, valutiamo il ricorso». Intanto la Cabassi mette fuori squadra il calciatore che aveva minacciato i tifosi del Crevalcore con una scacciacani

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CARPI. Prima l’espulsione, poi la “posta” all’arbitro «con una mazza da baseball». Un giocatore della Cortilese è stato squalificato fino al 30 giugno dell’anno prossimo. «Non c’è stata alcuna mazza da baseball, stiamo valutando il ricorso» fanno sapere dalla società iscritta al campionato della Uisp. L’episodio è stato ricostruito nel comunicato del giudice sportivo dopo la sconfitta sul campo nel derby interno con la Quarantolese (1-2).

Finale caldo

«Al quarantesimo del secondo tempo, a gioco fermo, nel procinto di una sostituzione per entrare in campo, dopo continue proteste, veniva espulso dal direttore di gara il giocatore – si legge subito dopo l'esibizione del cartellino rosso, minacciava l'arbitro con un pugno della mano chiuso in segno di sfida. Veniva allontanato dal terreno di gioco dai sui compagni e dirigenti. A fine gara si presentava davanti allo spogliatoio del direttore di gara con una mazza da baseball, veniva placato dai sui compagni, ma riusciva a divincolarsi e riusciva a mettere la sua mano destra sul volto del direttore di gara facendolo indietreggiare di circa mezzo metro senza provocare dolore».

Polizia in azione

Sia il giudice sportivo sia la società concordano sull’intervento delle forze dell’ordine. «L'arbitro si riparava negli spogliatoi chiamando le forze dell'ordine – si legge ancora nel comunicato – Il direttore di gara usciva dal terreno di gioco scortato dalla Polizia di Stato fino alla propria auto». La versione sull’episodio e sull’antefatto nella prospettiva del club amatoriale è differente. «Il diverbio è nato da uno scambio di persona – hanno fatto sapere dallo spogliatoio gialloblù – Da quel momento è stato un continuo stuzzicarsi e si è arrivati a fine partita, quando il giocatore che è stato offeso ha reagito. Le colpe venivano da entrambe le parti. Non c’era nessuna mazza da baseball. Mi hanno riferito che si tratta dell’asta della bandierina del calcio d’angolo. Stiamo valutando se fare ricorso. La polizia è arrivata tranquillamente e i giocatori sono andati via tutti con calma: non c’è stata alcuna aggressione».

Il caso della Cabassi

Intanto, la Cabassi Union Carpi ha messo fuori rosa il giocatore di 26 anni indagato per minaccia aggravata in concorso. Gli agenti della Polizia di Stato di Carpi stanno indagando per ricostruire l’accaduto dopo la gara allo stadio Marri di Rolo tra i carpigiani e il Crevalcore, vittorioso sul campo (0-1) per una gara di Seconda Categoria. Il 26enne sarebbe stato espulso per un battibecco con i tifosi bolognesi. Il giocatore avrebbe inseguito una macchina con quattro sostenitori avversari (di cui un minore), estraendo una pistola scacciacani e sparando in aria tre colpi. La società s’è subito dissociata fermamente, esprimendo le scuse «ai tifosi del Crevalcore, alla loro squadra e a tutte le persone coinvolte». 

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